Pagina:Gaetano Cantoni - Fisiologia vegetale, 1860.djvu/152

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e speciale a ciascuna regione, ed il balzo o divario eventuale od artificiale delle stesse condizioni: indi la quantità o volume, dell’alimento, per rapporto ai bisogni naturali e particolari di ciascuna pianta.

L’acido carbonico considerato da solo, agisce tanto più energicamente quanto maggiore è la temperatura e la di lui proporzione nel veicolo dell’aria e dell’acqua. — Queste proprietà sono conservate e si manifestano anche nella nutrizione vegetale, la quale non è altro che un processo chimico. Inutile è il dire che il concime il più azotato, adoperato nella maggior quantità possibile, non arriverà mai a darci la vegetazione delle passate epoche geologiche, allorchè, come tutto lo indica, molto maggiore era la quantità d’acido carbonico nell’atmosfera, e più elevata la temperatura. Basta confrontare anche attualmente la vegetazione tropicale con quella che sempre più va avvicinandosi ai poli; e quella al livello del mare con quella presa ad altezza sempre maggiore. Ad una temperatura costante di 0°, o superiore soltanto di qualche grado, la vegetazione è impossibile; quindi, se presso l’equatore la vegetazione è continua, allontanandosene e portandosi verso il polo, essa comincerà ad avere un’epoca di riposo, la quale sarà tanto più lunga, quanto maggiore sarà la distanza dall’equatore o la durata d’una temperatura insufficiente. — Nel nostro clima temperato la vegetazione incomincia coi primi tepori di primavera, prosegue e si fa vigorosa nella state, diminuisce nell’autunno, e cessa affatto nel verno.

Ma non tutte le piante, nè tutte le loro parti abbisognano d’un egual grado di calore per svilupparsi o vegetare; ed abbisognano d’una temperatura tanto maggiore quanto maggiore è la quantità d’amido di che sono costituite o che devono produrre. E noi sappiamo che alla formazione dell’amido concorre, quale elemento inorganico,