Pagina:Gaetano Cantoni - Fisiologia vegetale, 1860.djvu/153

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un alcali, e quale elemento organico combustibile, l’acido carbonico. Pertanto non vi potrà essere abbondante assimilazione di potassa o di soda o di calce se non vi sarà un corrispondente assorbimento d’acido carbonico; e quest’acido carbonico è assorbito in quantità maggiore ed agisce tanto più energicamente quanto più elevata è la temperatura.

Quali sono in fatti le produzioni vegetali che dominano ne’ climi caldi? Le sostanze ternarie composte di ossigeno, idrogeno e carbonio, e le binarie o carburi d’idrogeno, quali l’amido, le fecule, i sughi dolci e zuccherini, le resine e le essenze. — Quali sono i semi, usati in agricoltura, che per germinare esigono una temperatura maggiore? Quelli appunto nei quali abbonda la fecula e l’amido, siccome il riso, il melgone, il miglio; minore temperatura richiedono i semi del frumento, fagiuoli, ceci, lenti, lupini, piselli; le fave possono germinare quasi alla fine del verno; e la segale, l’orzo e l’avena, germinano nel tardo autunno, e coi primissimi tepori di primavera, appena che la temperatura sia superiore a 0°. Questa non è quistione di tempo ma di calore. Si semini il riso od il melgone quando, alla fine di febbrajo o primi di marzo, si semina l’orzo o l’avena, e si vedrà che quei semi putrefano ma non germogliano. All’incontro tutti i semi impiegano tanto minor tempo, anche relativamente, quanto maggiore sia il calore, ben inteso nei giusti limiti, e che vi concorra l’umidità. Il miglio seminato in aprile impiega 15 giorni almeno a spuntar da terra: seminato in luglio mostra il germoglio in quattro giorni. Non è soltanto una somma di temperatura, ma una massima che è richiesta da ciascun seme, perchè compia regolarmente la germinazione. Così resta per legge chimica disposto che, naturalmente, la germinazione abbia luogo sol quando la futura pianta trovi tutte le necessarie condizioni perchè si nutra senza fermarsi nello sviluppo.