Pagina:Gaetano Cantoni - Fisiologia vegetale, 1860.djvu/42

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pena che abbiano consumata la propria sostanza. I bulbi dei giacinti, delle cipolle, dell’aglio, ecc., si possono far vegetare fuori terra, ma non portano semi, e v’accorgerete che hanno vissuto non già colle soluzioni assorbite, ma colla sostanza delle proprie scaglie. Nelle piante a radice carnosa (rape, carote, barbabietole), le quali portano semi soltanto nel secondo anno di vegetazione1, possiamo considerare la radice carnosa vegetante in quell’anno, quasi come una massa cotiledonare che serva a somministrare in gran parte, ed in concorso col terreno, quei materiali che sono necessarj alla formazione dei semi. Infatti, la sostanza che costituisce le radici carnose de’ tuberi è, fatta astrazione della proporzione di acqua, assai analoga a quella della massa cotiledonare dei semi.

Se poi le piante nel terreno potessero vivere colle soluzioni, esse vegeterebbero eziandio quando i materiali utili fossero lontani dalle radici, ma che, per mezzo delle acque, venissero trasportati in contatto de’ succhiatoj allo stato di soluzione. Ma il fatto non conferma quest’asserzione, anzi la contraddice. Provate a mettere una pianticella in un vaso, per modo che le sue radici stiano in sabbia pura, e che questa sia tutt’all’ingiro circondata dalla miglior qualità di terra, e la vedrete prontamente deperire, quantunque, per l’inaffiamento, l’acqua che penetra nella sabbia passi per la buona terra, e che vi dovrebbe portare le necessarie soluzioni, quando queste avessero luogo. Provate ancora ad inaffiare colle migliori soluzioni una pianta posta in vaso, quando, dopo un certo tempo, comincia a deperire perchè l’abbia riempiuto di radici, od esaurito, come si direbbe, ogni sostanza utile della terra, e vedrete ch’essa ne trae poco

  1. Queste piante se portano semi nel primo anno, ossia in quello stesso nel quale vennero sommate, non ingrossano la radice. Vedi anche § 28.