Pagina:Gaetano Cantoni - Fisiologia vegetale, 1860.djvu/43

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o nessun profitto, se fors’anche non deperisce più prontamente. Rinnovate invece la terra, e l’avrete salvata e ritornata vegeta. Nei campi, le piante che incontrano un sottosuolo inerte o sabbioso, od una zona di terra inerte ai lati, deperiscono, per quanto dalla parte superiore, o da qualche altra parte arrivi ai suoi succhiatoj l’acqua che passò pel terreno migliore. Domanderò inoltre, perchè le piante tendono ad allungare le proprie radici, quanto potrebbero, stando sempre nel medesimo posto, ricevere le sostanze in istato di soluzione? Si dirà forse che le allungano allo scopo di moltiplicare le proprie spugnette o succhiatoj, in ragione del proprio aumento. Ma io rispondo che i succhiatoj delle radici, al pari delle foglie, quando la pianta ha raggiunto un certo incremento, riescono press’a poco in numero costante; le foglie si rinnovano, non aumentono, ma si sostituiscono in numero maggiore o minore, a norma dell’aumentato o diminuito vigore di vegetazione della pianta che le porta. Così ne’ succhiatoj delle radici: mano mano che si obbliteranno i primi, altri ne sorgono sulle estreme e più recenti diramazioni. E questo sostituirsi di succhiatoj sui nuovi prolungamenti delle radici non deve essere cosa accidentale, ma piuttosto l’espressione di un bisogno speciale, quello cioè d’andare in traccia di nuovo alimento, quando i materiali, che dapprima lo fornirono, siano di già esauriti. Ed infatti si riscontra che, quando pure la pianta abbia un aumento lentissimo di estensione e rimanga quasi stazionaria in ogni sua parte fuori terra, le radici sono sempre egualmente obbligate ad estendersi in una proporzione maggiore.

Persino le piante bulbose, tuberose ed a radice carnosa, le quali, come ho detto, per alcun tempo possono vegetare nell’acqua, allungano istintivamente le proprie radici, quasi dovessero andar in traccia di nuovi

Cantoni. Fisiologia vegetale ecc. 6