Pagina:Gaetano Cantoni - Fisiologia vegetale, 1860.djvu/50

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Tutte le altre sostanze vi arrivano belle e formate, e vi sono trascinate dall’acqua allo stato di soluzione.

Le sperienze del Bouchardat1 non possono adunque essere sospette. Esse trovansi in due memorie presentate all’Accademia delle Scienze in Parigi il 6 febbrajo 1843, ed il 20 aprile 1846. Nella prima sonvi quelle dirette a provare l’azione dei sali ammoniacali siccome ingrasso; nella seconda quelle che servono a constatare l’azione dei veleni sulle piante.

La prima termina colla seguente conclusione:

Le soluzioni dei sali ammoniacali, cioè: sesquicarbonato, bicarbonato, cloridrato, azotato e solfato, alla diluizione di 1/1000 ed anche di 1/1500 nell’acqua distillata, avvelenano le piante le cui radici pescano in esse, laddove vivrebbero assai bene nell’acqua pura.

Le sperienze vennero eseguite con piante che possono prosperare anche nell’acqua, quali la menta acquatica e silvestre ed il poligono orientale.

Ma più importanti sono le conclusioni della seconda memoria, le quali Bouchardat afferma derivare nettamente dalle esperienze da esso fatte, soprattutto in via comparativa con piante di menta acquatica la quale vive egualmente bene nell’acqua e nella terra. Di queste ne pose nell’acqua distillata, nella sabbia umida, nella terra cattiva, ed in un miscuglio a parti eguali di terriccio e buona terra da giardino. Le sostanze sperimentate allo stato di soluzione furono il carbonato d’ammoniaca, l’azotato di potassa, il cloridrato d’ammoniaca e di morfina, l’essenza di cedro. — Preparò una soluzione d’un centesimo d’ogni sostanza, che sostituì in un caso all’acqua distillata, e fece imbevere, per ripetuto liscivia-

  1. Recherches sur la végétation appliquées à l’agriculture. Par M. Bouchardat, Paris, 1846.