Pagina:Gaetano Cantoni - Trattato completo di agricoltura, 1855.djvu/296

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propagazione degli agrumi. 291

grande che si riempie colla solita buona terra. Questo vaso si mantiene umido ed all’ombra finchè la pianta abbia iuncominciata una propria vita o vegetazione. Se nell’estrarre la pianticella dal recipiente fesso si veda che inferiormente siavi molto di ramo senza radici, questo lo si toglie sino al punto in cui sorgono le più basse.

La propaggine, la quale, come già si è detto, non è che una margotta fatta nello stesso terreno senza sussidio di vaso, è assai meno usata che la margotta propriameute detta, perchè non può farsi che nei climi caldi ove l’agrume è coltivato in piena terra. Nelle casse o nei vasi è assai difficile quand’anche abbiano grandi dimensioni.

Per fare propaggini, bisogna servirsi di piante provenienti da talea o margotta, poichè devonsi recidere poco sotto terra. Dal colletto delle radici sorgono nel primo anno numerosi e vegeti polloni, i quali nel secondo anno si propagginano nei modi già indicati al § 308. Nel terzo anno si tagliano via sotto terra i rami muniti di radici e si ripongono in vasi, od in apposito vivajo.

§ 952. L’innesto per gli agrumi è necessario per propagare alcune varietà, per migliorarle, e per anticiparne la fruttificazione. Nelle piante adulte si può fare l’innesto a corona e quello a spacco, ma ordinariamente invece d’innestare sul tronco già vecchio, si procura d’innestare ad occhio sopra qualche vigoroso ramo o germoglio che per caso sorgesse sul tronco, o ben presso le prime ramificazioni. Nel vivajo o nelle giovani pianticelle s’innesta sempre sul ramo di un anno, o sopra un vigoroso germoglio dello stesso anno, quando s’innesti ad occhio dormiente nell’autunno, cioè dall’agosto in avanti; e sopra qualche ben liscio e vegeto ramo dell’anno antecedente quando s’innesti ad occhio vegetante in primavera.

Sarà poi sempre bene il porre più di un occhio da innesto per ciascun ramo, allo scopo di avere una prima biforcazione della pianta, o per meglio assicurarne l’esito. Gli occhi devono collocarsi sotto le gemme dormienti del ramo da innestarsi, e si toglieranno da un rametto dell’anno antecedente, che abbia le gemme ben nutrite, e tondeggianti, poco importando che a questa sia unita qualche spina, che anzi serve a renderne più facile il maneggio, ed a attirarvi in seguito una maggior copia d’umore, senza esalar molto, come avviene delle foglie.

Nei climi temperati, e dove gli agrumi esigono un riparo