Pagina:Galiani, Ferdinando – Della moneta, 1915 – BEIC 1825718.djvu/246

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240 libro quarto


non può che l’introduzione di que’ mestieri e lo spaccio di quelle merci, che sono di piacere, non di bisogno assoluto alla vita. Non può perciò nascere il lusso, se non quando le arti necessarie sono a sufficienza giá provedute di operai. E ciò accade in due modi: o quando la popolazione s’aumenta, e la popolazione vien dalla pace e dalle buone leggi; o quando si perfezionano le arti, che non è altro che la scoperta di nuove vie, onde si possa compiere una manifattura con meno gente o (che è lo stesso) in minor tempo di prima. Allora restano disoccupati molti, e costoro, per non morir di fame, si volgono a soddisfare gli uomini con lavorii men necessari; ed ecco il lusso.

È bensí vero sempre che il lusso è l’infallibile indizio e l’avviso della vicina decadenza d’uno Stato; ma lo è non altrimenti che l’ingiallir delle spighe è segno del loro vicino disseccamento. Indizio di declinazione, ma pur tanto aspettato e bramato, e per cui tanti sudori eransi sparsi, tante cure prese, tanti travagli sofferti: indizio, che nella bella stagione apparisce e colla letizia universale è sempre congiunto. Verde e fresca è la pianta, ma infruttifera in mezzo alle tempeste del verno. Si dissecca quando ci ha de’ suoi frutti arricchiti. Cosí i regni e gl’imperi, nobili piante dell’augusto giardino di Dio, sono ripieni di forza e di feroce vigore nel crescere tra le guerre e le interne discordie. Ma, quando col valore dell’armi e colla prudenza delle leggi sono ridotti in pace ed opulenza, non essendo concesso loro in un medesimo stato lungamente fermarsi, cominciano le ricchezze e il lusso a corrompergli; e, tornatavi la servitú, tutta la folla de’ mali, che nella schiavitú hanno il loro capo, veggonvisi tornare. E cosí dal disordine all’ordine e dall’ordine al disordine perpetuamente si viene. Tanto è dunque volere impedire il lusso nella prosperitá, quanto il voler che nella state le biade, per tanto tempo culte, non fruttifichino, o che dopo il frutto si serbino verdi ancora.

Non è dunque, come fece il Melun, da applaudire il lusso e lodarlo come origine d’ogni bene. Egli è effetto e non cagione del buon governo: a lui va dietro, ed è spesso il corruttore