Pagina:Galiani, Ferdinando – Della moneta, 1915 – BEIC 1825718.djvu/264

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258 libro quarto


ducati di valore di mercanzie, è chiaro che, senza trasgredir la legge, possono gli abitatori suoi comperare con lettere di cambio per altri quattro milioni di ducati di merci straniere, e restano cosí estinte tutte le lettere di cambio del Regno. Ora, se uno riguarda quanta spesa fuori del proprio paese conviene ad ogni principe fare, troverá ch’ella è molta; e, quanto al nostro re, io credo che, computando la spesa di tutti i suoi ministri nelle corti straniere, quella de’ Presidi di Toscana, l’uscire delle sue navi in corso ed altre molte, sorpassi mezzo milione di ducati l’anno. Sicché una tanta quantitá di denaro ha da uscire per volontá del principe ogni anno dallo Stato; e, non potendo esser mandata in rimesse e cambiali, che io ho mostrate potersi senza delitto estinguer tutte dal popolo, converrá mandarsi in contante; e cosí quel divieto, che il principe fa, è da lui medesimo in una somma strabocchevole violato. Sicché, quando la vendita, che un regno fa delle merci sue natie, è maggiore della compra dell’estranie, il divieto è inutile, non mancando mai lettere di cambio a chi le domanderá; s’ella è uguale, è forzato il principe a commettere ciò che i suoi popoli non osano fare; quando è minore, saria dannoso ed al popolo ed al principe non infrangere la legge: il che è quello che vengo ora, secondo promisi, a dimostrare.

E, per procedere, ragionando, ordinatamente, qualunque paese, che ha moneta, o la trae dalle miniere sue, o la compra dalle altrui. Chi la scava, avendo sempre maggior copia di metallo che non bisogna al suo commercio, custodirebbe insensatamente il suo superfluo, se vietasse l’estrarre il metallo, e sarebbe biasimevole, non altrimenti che se noi in un anno di somma fertilitá vietassimo affatto l’estrazione del nostro grano. Que’ paesi, che la comprano, l’estraggono sempre ch’essa diviene meno necessaria a’ possessori suoi di ciò che comprano. Accade ciò in due modi, quanto è dire: o per grande opulenza, o per gravi calamitá. Nel primo caso, o comprano merci mobili, che sono ornamenti del lusso, o si comprano stabili nelle altrui sovranitá. La compra delle merci di lusso, poiché essa è effetto di ricchezza, non può essere che divenga causa di