Pagina:Garinei - Sulla necessità di abolire il volo dell'asino.djvu/7

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Ma io mi dilungo di troppo o Signori in questo storia sull’Asino.

Dirò solo che il nostro Domenico Guerrazzi già dittatore della Toscana nei memorandi anni 1848 e 1849 scrisse nel tempo del suo esiglio dalla patria un opera sull’Asino elogiandone come fecero anzi lui il Posserati nel suo opuscolo «Encomium Asini» e il rammentato Zannoni, la nobiltà, le qualità fisiche e morali, e perfino le intellettuali. L’opera però è misteriosa, e parodiaca, piena di sapienza e di attico sale in ogni materia e per tutti.

Dirò una mia idea appresa dalla lunga esperienza, ed è che gli Asini sono in pregio anche fra noi e sono in gran quantità.

Scriveva un Lepido Poeta:

.....Non dirò ne ibi ne ubi
Più ciuchi son, più salgono alle nubi.

Ed è vero — Sic itur ad astra.

Dunque non sono li Asini a 4 gambe, che vanno in su. Sono li Asini bipedi che salgono e vanno per aria.

Bacco ne guidò due in Cielo che divennero due lucentissime stelle. Igino Poet. Astron. 2. n. 84. dice, che a quello su cui si era adagiato il molle Dio Bacco, e lo trasportò all’oracolo Dodoneo per liberarsi da una malia fattogli da Giunone, concesse la voce umana. Nonnulli etiam dixerunt Asino illi quo fuerat vectus vocem humanam dedisse.

Or bene, o signori, in ultima analisi parlando dei veri Asini quadrupedi, egli è certo che questi mansueti animali sono utilissimi nella economia rurale, sia perchè lavorano docilmente la terra come i bovi, e perocché prestano un grande servigio nelle faccende della campagna.