Pagina:Garzoni - La Piazza Universale - 1593.djvu/4

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i Ginnosofisti presso à gli Indi, i Dovidi presso à Galli, i Bardi presso à gli Assirii. Fra quali in altre prevalse la potentia; e in altri la prudenza, veri sostegni de' dominii, e nodi insolubili di quante Signorie sono state, ò sono ancora nell'età nostra presente. Ma, per non trar gli essempi da cosi antiche memorie à nostri giorni quasi spente, e toccar più fresche historie, et più novi monumenti di persone, il cui consiglio, stimato al par dell'oracolo Delfico, et le cui risposte come quelle della Sibilla osservate, posero essi in tanta stima di sapienza, che à guisa della Minerva di Fidia furono essaltati à insolito grado d'honore; i vostri Avi antichi per se stessi soli fanno un Catalogo numeroso di quelli, che rivolsero gli occhi di tutte le nationi in loro, uscendo dalla casa Estense, come dal Cavallo Troiano, infinita schiera di famosisssimi Duci, rifugio, et sostegno de' popoli in tanti mali occorsi nell'età passate. Et chi non sa, che gli Azzi, gli Uberti, gli Obizzi, gli Ugoni, i Rinaldi, gli Aldobrandini, i Leonelli, i Borsi, gli Hercoli, gli Alfonsi son stati tali, che di lor si può dire unitamente quel che dice Plutarco spartatamente di Fabio, et di Marcello, che furono scudo, et spada del Regno d'Italia contra i feroci insulti de' Barbari à quella naturalmente inimici capitali? Ne questi soli c'ho nominato, Invittissimo Signore illustrano l'historie con la virtù dell'animo, et col valor dell'arme talmente, che i popoli dell'Hesperia gli habbiano conosciuti per auttori della salute, et del bene universale, rimettendo la somma del tutto nelle feroci mani, et nel consiglio provido di quelli, ma un'infinito numero d'altri ne lascio adietro, perché de' meriti di tanti è molto meglio per mio giudicio tacere, che in picciol foglio chiudere i loro honori, et con indignità