Pagina:Garzoni - La Piazza Universale - 1593.djvu/5

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de lor gloriosissimi nomi, sobriamente, ed diminutamente parlarne. Hor finalmente pare, Serenissimo Principe, che il circolo delle glorie de' vostri antecessori in vostra Altezza perfettamente chiuso renda un spettacolo al mondo di lei tanto illustre, et famoso, che per consenso de gli huomini la palma della grandezza d'Italia venga assegnata à quella, che tanto regiamente fra gli altri Signori, et Prencipi la serva, et la mantiene. Io non vo con un cumulo d'affettate lodi tessere a Vostra Altezza una corona in capo degna di scherno, a quella guisa ch'Antigono fece ad Alessandro, nel suo libro del Dullo insieme col Re Poro, perché io so che l'animo, et l'orecchie sue (portando ella scolpita in fronte i pensieri di dentro) ne più ne meno si moverebbono al prurito dell'adulatione, che faccia un sordo al suono d'una scordata cetra; oltra che la natura mia particolare è per se stessa tanto aliena dal vestirsi della persona del parafito, quanto quella da parasiti è con l'animo, et con l'affettione per se stessa lontana. Ma posso ben sicuramente in un breve compendio ristringere il vasto Oceano de' suoi immensi meriti, per i quali è conosciuta tale, che ne frangenti communi di lei si possa dire quel che già dicevasi in Themistocle Atheniese, cioè che sotto l'ombra sua, come sotto le folte foglie d'un bel Platano al tempo della pioggia, le cose d'Italia possano da tumulti stranieri notabilmente assicurarsi, imperò che il valor delle arme Estensi più volte da nemici in lor danno provato, che hereditario viene in Vostra Altezza, le rotte notabili in diversi tempi a barbari date, le vendette fatte contra quelli c'hanno insultato il dominio loro, gli ampi trofei riportati alla patria d'egregi honori per essi illustrata,