Pagina:Garzoni - La Piazza Universale - 1593.djvu/70

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attesa all'arte del Pistrino? che Honor di meno ha Cleante filosofo dignissimo[M.Varrone], se ben si trova scritto, che d notte cavava acqua da pozzi? [Essempi notabili]Che Honor di meno ha Helio sofista, se ben di lui scrive Quintiliano; che fu orefice, gioielliere, sarto, e boccalaro insieme?[Quintiliano.] anzi che queste arti accrescono la gloria loro, essendo parsi al mondo persone universali, e di facile riuscita in ogni attione. Gli inventori dell'arti non eran tenuti per Dij da gli antichi? Et Virgilio non pose ne i campi Elisij quei che aiutar la vita con l'arti da essi trovate? Callia Atheniese comico non torse ancora lui delle funi. Epitteto Filosofo non attese all'arte servile? Pitagora non fu vettorino secondo Aulo Gellio? il prudentissimo Alfonso Duca di Ferrara non gettò l'artigliaria da se medesimo? L'agricoltura presso agli Utopicoli (s'è vero quel che dice [Thomaso Moro.]Thomaso Moro) non è sempre stata in prezzo grande? presso ai Fenici non dimorava una moltitudine infinita di artefici d'ogni sorte, secondo Diodoro nel libro decimo settimo? I Thespiensi non sono già niente lodati da Heraclide nelle sue Politiche, perché erano troppo inetti, et negligenti, stimando esser cosa brutta essercitarsi nell'arti. Si lodano pur Melpodene, e Thalia inventrici, l'una delle Tragedie, l'altra delle Comedie, se ben constituiscono l'arte comica da molti disprezzata. Non son lodati nell'Ecclesiastico al capitolo 38, gli Agricoli, gli Architetti, i Fabri ferrarij, i Boccalati, et altri professori di mistieri dal mondo hora avviliti? Odasi la conclusione che fa il Savio in quel luogo. Omnes hi (dice egli) in manibus suis speraverunt, et unusque in arte sua sapiens est, sine his omnis non aedificatur civitas. Per tutte le ragioni adunque è cosa honorevole sapere delle scienze, e delel discipline, o dell'arti mecaniche ancora: e quantunque alcune siano in se stesse vilissime, et infami, nondimeno illustrano con la sua vergogna l'arte più nobili, come le nubi fanno apparer più vaghi i raggi solari, che malgrado di loro spuntano fuori dal tenebroso velo, c'hanno attorno. La onde, essendo questa la conclusione, che nobilissima cosa ha saper d'ogni cosa in bene, io porrò fine a questo mio universal discorso, composto in lode delle scienze, et dell'arti in generale, essortando ciascuno alla propria operatione dell'intelletto suo, la quale è (come dice Quintiliano nel primo libro delle sue Institutioni) cercar d'intendere, e sapere. E tanto più che nel sapere consiste grandissimo diletto, onde il Petrarca, disse.

Altro diletto che imparar non trovo.

Et di più non mediocre felicità lui si vede esser riposta. Perciò disse Seneca à Lucillo Beatum vita sapientia perfecta efficit. E se gli essempi hanno da movere i spiriti dell'huomo a questa universale intelligenza, leggasi quel di Giuliano urisconsulto, il qual soleva dire. Se io havessi ambidue i piedi dentro alla fossa, ancor non restarei di studiare, e d'imparare. Leggasi quel d'Hestico Pontico appresso a Nicia, che soleva