Pagina:Gazzetta Musicale di Milano, 1842.djvu/236

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giustizia e che la critica amara fatta dalla Revue des Deux mondes a sua moglie fu ispirata non da altro che da astio personale contro di lui, marito, il signor Viarot, per essere egli fondatore della Revue Independante, giornale che si crede destinato a far contraltare alla vecchia Revue des Deux mondes. Le parole colle quali si chiude quelle letterina sono più che salate, le direi anzi intinte d’acido solforico: uditele: «Il y a des gens de coeur qui frappent un femme pour blesser un homme!»

Passiamo ad altro. Il signor Visconte di Pontecoulant ha comunicata a qualche nostro giornale una sua notizia sulle nuove invenzioni meccaniche del signor Debain, fabbricatore distinto di pianoforti. In questa notizia si parla prolissamente con grandi lodi di un Organo-Harmonium così chiamato dall’inventore suddetto, il quale pare destinato a surrogare nelle sale e nelle conversazioni il grande Organo da chiesa. Sebbene rinchiuso in una cassa di piccole dimensioni, questo stromento riunisce in sé una serie di suoni che possono variarsi all’infinito, come a dire, quello del violino, del flauto, del clarinetto, dell’oboe, del corno inglese, del fagotto ed altri stromenti, imitati in modo da produrre di sovente una perfetta illusione. Insomma l’Organo-Harmonium vi dà una orchestra in piccolo. Anzi esso, giusta quanto ne assicura il signor Visconte, ne dà ancora di più: se mai in una Accademia musicale non vi sono cantanti (!) l'Organo-Harmonium ha la particolarità che supplisce ipso-facto alla mancanza delle voci umane, potendo all’occorrenza fingere le voci del soprano, del contralto ecc. Vedete che risorse! Orchestra e canto tutt’insieme e nel solo spazio di poche spanne in quadro!

Il signor Visconte si occupa anche a dar idea nella sua notizia del clavi-cylindre del signor Debain, invenzione destinata a convertire quando piaccia in organo di Barberia il piano-forte. O mi spiego meglio: voi avete in casa un pianoforte ma non sapete suonarlo, e vi piacerebbe eseguire questo o quel pezzo; ebbene, non avete che a comunicare al signor Debain le dimensioni del vostro piano e a dargli ad un tempo il pezzo di musica che bramate suonare, ed egli, detto fatto, vi fabbrica un cilindro che, applicato al vostro stromento, con una semplice manovella si potrà suonare anche da un orbino. Questo apparato, che può applicarsi anche all’organo, (osserva ingenuamente il signor Visconte di Pontecoulant) potrà supplire in diverse occasioni all’organista ammalato o assente!

E cosi il genio inesorabile della meccanica va continuando le sue vittorie, e dopo aver invaso gl’Opificii e la manifatture si introduce nelle arti liberali a sostituire le suste di ferro e i congegni d’acciajo alle libere emanazioni dell’umano ingegno!.

P. S. Avremo quanto prima al Teatro Italiano le Cantatrici Villane, con Lablache e la Persiani. Forse non ci si darà così presto il Don Pasquale di Donizetti. Si teme di un ritardo a cagione della disgrazia di che fu colpito il povero Candia, al quale è morto il padre, che, come sapete, era generale nell’esercito sardo. Però questa morte vuolsi che non abbia a togliere del tutto dalle scene il bravo artista, il quale riprenderà al più presto le onorevoli sue fatiche.

Il vostro G. G.




NOTIZIE MUSICALI ITALIANE

Milano. L’operetta buffa data sere fa al teatro Re dal giovine maestro Manusardi col titolo Un sogno di Primavera non è altro che il rancido soggetto dall'Arlecchino finto principe, che servì poi di tema al vecchio melodramma La Principessa in Campagna musicato dal maestro Pucitta, nell’anno 1817, pel R. Teatro Italiano di Parigi. In verità non ghigniamo a comprendere come i nostri poeti melodrammatici, che pure hanno saputo addimostrarsi tanto progressivi, anzi troppo progressivi, nel dramma serio per musica, che hanno voluto superbamente innalzare alla dignità di tragedia lirica, siano poi rimasti poco mcn che stazionarii in quel genere d’azione musico-teatrale che è più d’ogni altro d’indole tutta italiana, vogliam dire l'Opera buffa. Diremo anzi di più: la nostra opera buffa, e qui si parla del libro, non solo è rimasta stazionaria, ma ha progredito a mo’ de’ gamberi... Non abbiamo che a confrontare lo spirito, la vis comica, il vero gusto buffo di che ridondano i libretti del Casti, e dell’Anelli, con quello di alcuni pasticci de’ dì nostri che pure si vollero produrre come saggi di novella poesia lirico-burlesca!... Se non che, la ristrettezza dello spazio ci vieta di farci addentro come vorremmo in questo teina che qui abbiamo solo toccato digressivamente e che teniamo in serbo per altra miglior occasione. - Il giovine maestro Manusardi, avendo dovuto accendere il suo estro musicale al fuoco poetico di un libro tutt’altro che ricco di nuove e veramente piccanti situazioni comiche, non ha potuto alzarsi di molto e s’è tenuto contento di quella aurea mediocrità di effetti che deve soddisfare un esordiente dotato di buona volontà e di studio. Se avremo ad udire un altro saggio melodrammatico del signor Manusardi vorremo esigere da lui qualche cosa di più del non molto che ci ha dato in questo suo Sogno di Primavera. E particolarmente, meditando i migliori modelli dell’ottima delle scuole, massime nel genere buffo, procuri di farci capire cheli ha meditati, non per copiarli, ma per imitarli come si imita nelle arti da chi sapendo creare non si degna di riprodurre.

La giovine signora Gazzaniga s’è pur ingegnata di infondere un miccino di spirito nella parte di una contessina che ai giorni nostri sarebbe tacciata di goffaggine bell'e buona, se si desse la pena di divertirsi al modo ch’ella fa con un villano di grossa pasta com'è il Sibillone del Sogno di Primavera. Però, da un lato il criticismo drammatico che qui sarebbe superfluo; come cantante madamigella Gazzaniga si è distinta quanto basta a far capire che anche nel genere comico farà presto molti progressi, massimamente se studierà a dare migliore eguaglianza ai registri della sua voce, che pure è ricca di buone corde soprane, delle quali non è mai da abusare. Avremmo varie osservazioni ad aggiugnere anche in proposito degli altri cantanti, e specialmente del basso comico Cambiaggio; ma trattandosi di uno spartito già consegnato all’archivista non troviamo necessario rallungare questo cenno.

— Dietro superiore approvazione si aprirà col principiare del prossimo anno 1843, in altro dei locali dell'I.R. Conservatorio di Musica, una separata Scuola privata di canto pei maschi, con tenue mensile retribuzione.

Gli aspiranti inoltreranno al signor Conte Renato Borromeo, Direttore dell’I. R. Conservatorio di Musica, le rispettive domande di ammissione, corredate dalla fede di battesimo, dell’attestato di saper ben leggere e scrivere, e di altro sulla buona e savia condotta tanto di essi quanto delle rispettive loro famiglie.

Presso il signor maestro Vaccaj, Censore dell’I. R. Conservatorio di Musica, cui sarà affidata la sopraveglianza e direzione della Scuola stessa, trovansi ostensibili i patti e le discipline che saranno da osservarsi.

G. P. di M.


Ispirazioni Viennesi di Donizetti con poesia di Carlo Guaita; è un Album di cinque ariette e di due duettini da poco tempo dall’editore Ricordi pubblicato. Questi pezzetti, sfuggiti alla penna dell’elegante e fecondo maestro Lombardo, van pregiati per facilità e grazia ed espressione della melodia. La Morta ha un cupo colorito drammatico che commove; la Zingara è piena di brio e di spontaneità; l’Ora del ritrovo non può esser più bella; tutto leggiadria è l’ultimo dilettino Che vuoi di più?

Napoli. Lara, nuova musica del maestro Lillo e nuova poesia del Tarantini ebbe un esito non del tutto soddisfacente: la novità dei motivi si fa desiderare.

— Una lettera particolare riferisce che la sera del 10 corrente al R. Teatro S. Carlo fu accolta con grande strepito d’applausi la prima rappresentazione dell’Opera nuova del maestro Pacini intitolata la Fidanzata Corsa, con poesia di Cammarano. Intanto che si aspetta la conferma di questa notizia pervenuta al giornale la Fama, chi desiderasse essere informato di qualche particolare può ricorrere al N. 101 dell’anzidetto foglio in cui Pacini è dichiarato un genio inarrivabile, ed è qualificato nientemeno che pel taumaturgo dell’armonia, pel creatore di un nuovo genere, ecc., ecc. Enfatici elogi che per l’onore d’Italia vorremmo essere pienamente meritati. Nell’istessa lettera si encomiano il Fraschini, la Tadolini, il Coletti siccome quelli che hanno più contribuito al successo del fortunato nuovo lavoro dell’egregio autore della Saffo: Coletti in ispecie vien portato con sì bel garbo a cielo da volerlo giunto a tanta grandezza da superare le forze di qualunque teatro d’Italia!!!

Casale Monferrato. In due sere qui ebbe ad udirsi quattro volle lo Stabat Mater di Rossini, giacché si chiese e si ottenne la ripetizione di ogni pezzo in ambedue le serali esecuzioni assai ben dirette dall’espertissimo maestro Frasi. A capo d’orchestra da Milano venne chiamato il valente Ferrara.

Asti. Lo Stabat: alle tre esecuzioni promesse, si dovette aggiungerne una quarta per accondiscendere al generale desiderio.

— (Preghiamo que’ giornali che di tempo in tempo ci fanno l’onore di riprodurre qualche nostro articoletto, a volerne citare la fonte. Questa nostra raccomandazione è specialmente rivolta ad un foglio di Napoli il quale più d’una volta ebbe ad empire di roba nostra le sue colonne senza indicare d’onde era tolta quella roba).



NOTIZIE MUSICALI STRANIERE


Vienna. Wieuxtemps giovedì 6 corr. diede un concerto nella gran sala del Ridotto. Applausi unanimi e clamorosi accolsero le mirabili prove della somma sua valentia. Nella sua maniera d’eseguire questo giovane violinista ricorda il celebre suo maestro Bériot. Nettezza e giustezza d’intonazione, cavata impareggiabile, ed anima sono i pregi che in lui più spiccano. Egli poi non è di que’ concertisti che tendono solo a sororendere con immani difficoltà; vuol prima di tutto commovere. Wieuxtemps da taluni è qualificato siccome ii primo de’ suonatori di violino della nostra epoca. Il suo secondo concerto avrà luogo la mattina del giorno 26.

— Rubini e Listz hanno cambialo strada, e vanno direttamente a Pietroburgo senza passare per Vienna, come avevano fatto annunziare.

— All’I. R. Teatro di Porta Carinzia spesso si danno il Flauto magico e le Nozze di Figaro. L’opera nuova del maestro Lachner di Monaco ivi rappresentata con distinto successo - Caterina Cornaro - qui non corrispose all’aspettazione che in prevenzione crasi concepita. La Marra spartito di un giovane maestro soddisfece. La Hasselt è il principal sostegno di questo teatro. La qualità della sua voce è forse non molto aggradevole al primo sentirla, ma quando si è abituati piace: essa canta con una accento giusto, ha una declamazione molto animata, ed un metodo di canto che potrebbe far onore a qualunque artista educato in Italia.

(Da lettere 12 corrente).


— E ormai certo che Bériot, per aver ottenuto nel Conservatorio di Brusselles l’impiego al quale aspirava, non si recherà a Parigi ad accettare il posto del defunto Baillot. A questo aspirano con molta speranza di successo due giovani violinisti dotati di superiore talento, i signori Massard ed Alard; il primo di questi due artisti è allievo diRodolfo Kreutzer.

— Un dilettante che colle sue composizioni del genere serio e del genere gajo si è collocato nella schiera degli artisti più distinti, il principe della Moskovva attende a fondare una società destinata a far udire la musica de’ compositori classici, principalmente quella di Palestina, di Orlando Lasso ecc. La musica religiosa ai nostri dì troppo negletta non può che trar vantaggio da questi nobili sforzi.

— Anche i signori Cramer e Rosenhein daranno principio quanto prima al promesso corso di Lezioni di pianoforte, destinate alla lettura della musica classica.

— Il dotto maestro della Cappella di santa Gudecla, e della Grande Armonia di Brusselles, il signor Snel, fu fatto chiamare alla Corte di Amsterdam per ivi eseguire le sue composizioni. Un gran Concerto ivi dato espressamente nello scopo di udire la sua musica produsse tale effetto, che dopo avere Io stesso re domandata la replica di alcuni pezzi, S. M. si accostò al signor Snel per fargli dei complimenti e lo decorò dell’ordine della corona di quercia. Eterno onore ai principi che amano nobilitare le arti cd eccitare gli artisti con gloriose distinzioni.

— Nell’ultima festa filarmonica datasi a New-Castle, che durò tre giorni, si eseguirono i più splendidi capolavori del gran genere musicale: Lo Stabat Mater di Rossini, la Creazione di Haydn, il Paolo, Oratorio di Mendelsshon, l'Israele di Haendel, oltre diverse minori composizioni di Beethoven, di Mozart, di Hummel, e Weber. Nella nostra Italia non abbiamo idea di solennità musicali di questo alto genere; presso noi le Accademie, anche quelle che (si annunziano col più pomposo apparato, non sono d’ordinario che parodie, ove i pezzi teatrali più applauditi alla giornata, si ripetono sempre più imperfettamente che non in teatro, o con sagrifizio di gran parte dell’effetto, per essere tolto tutto il prestigio scenico.

— La società filarmonica di Salisburgo, chiamata Mozarteum, ha nominato il signor M.° A. Mozart, figlio del gran compositore, maestro di Cappella onorario, e i signori Spohr, Nicolai, Maurizio Schlesinger e Schelling, non che madama Hasselt, celebre cantante tedesca, a suoi membri onorarii.

— Per il giorno di Natale si eseguirà alla Cattedrale di Parigi, Notre-Dame, una messa a canto fermo da tutti gli allievi del corso di canto delle scuole gratuite. Non vi saranno meno di cinquecento a sei cento cantanti. L’Offertorio sarà un frammento del Salmo di Marcello, l’O salutaris di Palestrina, il Kyrie di Rink, il resto tutto a canto fermo.

— Leggiamo nella Gazzetta Musicale di Parigi sotto la data Inghilterra «Si è eseguito con immenso successo l’Oratorio di Beethoven il Cristo all’Oliveto adattato al soggetto della persecuzione esercitata da Saul contro Davide. Il nuovo libretto fu trovato superiore all’originale, e corrisponde meglio all’altezza delle bellezze incomparabili che il genio del gran compositore seppe profondere nel suo sublime copolavoro.»

— A Manchester si deve eseguire quanto prima l’Oratorio di Sphor la Caduta di Babilonia.

— L’autore dell’originale programma del Ballo fantastisco intitolato Giselle che tanto piacque sui teatri di Francia e che ora sta per essere dato dal Coreografo signor Cortesi sulle scene della Scala, è il noto poeta e letterato francese signor Teofilo Gauthier, il quale ora sta preparando un nuovo componimento dello stesso genere che si intitolerà La Peri. La musica della Gisella è del signor Adam, autore del Postiglion de Lonjumeaux.

— Dal Freyschütz di C. M. Weber in poi nessuna opera fece tanto furore come il Rienzi di Wagner del quale si è già parlato in questi fogli.




GIOVANNI RICORDI

EDITORE-PROPRIETARIO.

Si uniscono a questo foglio i N.i 10, 11, e 12, dell’ANTOLOGIA CLASSICA MUSICALE, il cui primo volume rimane così compito giusta la promessa. - Col foglio venturo si darà il frontespizio e la copertina di esso volume; più si unirà l’indice generale ragionato delle materie contenute nella decorsa annata della Gazzetta Musicale.



Dall'I.R. Stabilimento Nazionale Privilegiato di Calcografia, Copisteria e Tipografia musicale di GIOVANNI RICORDI.

Contrada degli Omenoni N. 1720