Pagina:Gazzetta Musicale di Milano, 1843.djvu/20

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porre largo de’ grandi maestri, e quindi dà nel vago e nell’artifiziato, come per esempio nell’ultimo tempo del finale del primo atto, in generale e nei più notevoli pezzi dell’Opera è pieno di finezza d’espressione senza verun danno della chiarezza e della eleganza propria al tanto simpatico stile melodico italiano.

L’introduzione ov’è svolta la scena dei soldati che giuocano alle carte è lavorata con mollo ingegno, e l’andamento dell’orchestra, sempre brillanteecolorito, conserva l’unità di pensiero nella varietà, sebbene le interiezioni degli interlocutori sieno parlate e minaccino ad ogni poco di disturbare e rompere il filo della dizione musicale del pezzo. Questa introduzione è un bel quadro fiammingo ove l’invenzione e il gusto non si scompagnano mai dalla buona dottrina e dallo studio.

Le narrazioni in musica sono pericolose e ben pochi compositori han saputo trattarle con pieno effetto. Io consiglierei ai poeti melodrammatici; di evitarle al più possibile o di non usarle che con gran cautela e discernimento. In quella che fanno i due Sergenti nella scena terza del primo atto dell’Opera del Mazzucato, questi ha saputo emulare i migliori modelli, non esclusa la tanto applaudita di Mercadante nel Giuramento.

Il duetto tra Loretta e Mezzagamba è un pezzo pieno di savia libertà nella forma generale e condotto con gusto e sentimento. In esso la doppia opposta situazione morale dei due personaggi è ritratta squisitamente, e le frasi cantate del soprano si alternano e si intrecciano a meraviglia coi parlanti dei basso.

Due altri pezzi di questo spartito, degni di essere citati come buoni saggi del genere di musica descrittivo e caratteristico, sono il coro che apre la scena nona del primo atto e il terzetto tra i due Sergenti e Morazzi. In questo ultimo il cantabile drammatico è molto bene intercalato e sostenuto da ottimi andamenti e giuochi di orchestra. Per non estendermi con altre citazioni che mi farebbero eccedere i limiti assegnali a questi mici quattro scarabocchi, vi dirò senz’altro, che questo brillante lavoro melodrammatico del giovine Mazzucato gli comparto il diritto di essere posto in ischiera coi pochi compositori italiani della giornata che hanno compreso il progresso della musica teatrale nel suo spirito e nella sua essenza, non nel solo materialismo delle forme più o meno libere. Il Mazzucato non è di coloro che usano della libertà delle forme per la vanità di farsi credere innovatori e progressivi, ma si per servire al primo scopo dell’arte, la verità dell’espressione e della pittura musicale all’uopo di commovere gli affetti e di arrecar diletto non al solo orecchio, ma anche allo spirito che è qualche cosa di più dell’orecchio, seppure secondo taluni che alle orecchie hanno molto amore, non mi sbaglio! Io davvero fo voti insieme coi migliori suoi amici a che nelle successive sue produzioni non venga meno al signor Mazzucato quell’estro e quell’abbondanza di sentimento e di gusto di cui nei Due Sergenti ha dato non iscarsa prova. Quest’opera quanto più verrà udita e tanto meglio sarà apprezzata, chè la non è di quelle musiche floscie, le quali danno un certo qual gusto al primo udirle, ma poi generano noja e sazietà.

I Cantanti hanno adoperato con molto impegno a interpretar degnamente le intenzioni del maestro. Di certo la giovine signora Gazzaniga si è studiala con frutto a comprendere il carattere che il poeta volle dare alla ingenua, affettuosa e sventatella Loretta. A dir il vero è codesto un personaggio quasi sempre passivo nell’azione, ma il Mazzucato non mancò di tratteggiarlo col garbo conveniente a fare spiccare le modificazioni secondarie della penosa equivoca situazione in cui è mantenuta quasi fino al fine del dramma, non senza dispetto dello spettatore.

Nell’aria di sortita e nel rondò finale (che sono forse i due soli pezzi dello spartito trattati con forme non al tutto nuove e un pochetto anche barocche) la giovine cantante fa prova di perizia d’esecuzione, e riesce a buon effetto anche in alcuni passi nei quali si abbandona alla pericolosa ambizione di fare sfoggio di bravura. Il cantar piano e spontaneo abbellito da ornamenti sobrii e di buon genere è dato a pochissimi artisti: in generale la smania di superare le difficoltà e di far pompa di prontezza di gola è lo scoglio al quale inciampano non i soli esordienti ma ed anche i provetti. Il grande Teatro alla Scala ce ne offre continui esempii.

Or due parole dell’orchestra. - Essa è diretta dal bravo Ferrara, il quale avendo compreso che la stromentazione di quest’opera meritava d’essere presa con impegno, non lasciò sonnecchiare sui rispettivi leggii i suoi valorosi campioni. E per questo, l’esecuzione stromentale e degna di molti elogi, e mette voglia di istituire dei confronti dai quali voglio preservare e voi e me. Degli altri cantanti vi terrò discorso altra volta.

Il vostro C. G.


NOTIZIE MUSICALI ITALIANE

Milano. Abbiamo fra noi il maestro Domenico Quadri l’autore delle conosciute Lezioni di Armonia per facilitare lo studio del Contrappunto (1). Egli si propone di fare le pratiche applicazioni del suo sistema cogli studiosi che a lui volessero ricorrere per apprendere le norme dell’armonia e della composizione.

Roma. Gavino e Giuseppe Gondi Dray torinesi che non hanno ancora oltrepassato l’adolescenza si presentarono in uno de’ nostri teatri eccitandovi la generale ammirazione per la precoce bravura di maneggio sul violino. Taluno però non credette dover applaudire al coraggio che li spinge ad azzardare de’ passi che molti provetti suonatori difficilmente saprebbero ben superare, e che con piccole mani non ponno a meno di riuscire di una intonazione alquanto equivoca. Questi applauditi fanciulli, ricchi di belle speranze, possono col crescer degli anni persuadersi che il primo requisito di cui esser deve dotato un violinista e la giustezza de’ suoni!

Trieste. L’esito del Nabucco a Trieste ha pienamente confermato il voto dato dagli intelligenti in Milano sul distinto merito di questa musica.

Venezia. La Linda non piacque a’ Veneziani, forse anco a cagione dell'esecuzione imperfetta. Speriamo che il giudizio di altri pubblici italiani sarà più conforme a quello de’ Parigini e de’ Viennesi.

Firenze. L’Adelia del fecondo Donizetti al teatro alla Pergola ebbe lieta accoglienza, in ispecie la sinfonia, un duetto nel secondo atto, ed il rondò finale.

Parma. Un’Accademia di musica vocale ed istromentale a benefizio degli Asili d’infanzia nella sera del 6 corrente eccitò la generale soddisfazione. In essa con squisito criterio si alternarono i più aggradevoli pezzi delle varie scuole musicali: Mozart, con una sublime sinfonia stupendamente rappresentava la profondità alemanna, Herold la vivacità francese faceva palese in una brillante ouvertura. La valente nostra orchestra eseguì questi due pezzi con un’unione, un accento ed un brio che promossero le più fervide acclamazioni, le quali raddoppiaronsi a’ due nuovi Pot-pourri dell'egregio nostro primo violino De Giovanni, non meno ottimo direttore che abile compositore: l’uno immaginato sopra varj motivi della Lucrezia Borgia, l’altro concertato colla banda, con melodie tolte al Roberto, ambidue dovettero replicarsi. Anche i pezzi vocali vennero applauditi in ispecie quelli cantati dall'Hallez.


NOTIZIE MUSICALI STRANIERE


Vienna. Wieuxtemps diede tre concerti al Ridotto con sempre crescente successo: per sicurezza d’intonazione e robustezza di cavata questo violinista non teme rivali. Domenica, giorno 8, mentre Wieuxtemps era l’eroe della festa al Ridotto, Haumann nell’istessa ora ha voluto prodursi al Conservatorio, ma scarsissimi vi erano gli spettatori. Anche quest’altro concertista di violino ha gran talento. - Qui vociferasi non esser difficile che Wieuxtemps e Thalberg possano recarsi in Italia nell’anno venturo. - Al teatro di Porta Carinzia Standigl e la Lutzer vengono assai applauditi negli Ugonotti di Meyerbeer, opera profondamente concepita ed elaborata, e che contiene singolari bellezze.

(Da lettera del 14)


Spohr ha finito or ora un’Ouverture concertata. La sua sinfonia doppia per due orchestre (v. il numero precedente) sarà eseguita fra poco ne’ Concerts Spirituels.

— Il primo cantore della Sinagoga israelitica a Vienna, signor Sulzer, fece avere a S. A. il Granduca di Baden una sua opera musicale-religiosa, intitolata: Schir-Zion, e n’ebbe una preziosa medaglia d’oro con una lettera assai lusinghiera.

Berlino. Una nuova perdita ha fatto l’arte musicale nella persona del celebre pianista-compositore Francesco Schoberlechner. Egli morì il 7 gennajo dopo penosa e lunga malattia. La mattina del 10 si resero alla sua salma distinti onori funebri, ed il 14 si fece eseguire una solenne messa da Requiem a suffragio di lui. La consorte del defunto, l’esimia attrice-cantante Sofia Dall’Occa, che in questo teatro tedesco si meritò molte lodi nella Semiramide, nel Roberto il Diavolo, nel Don Giovanni e nel Belisario, è già partita onde portarsi a Firenze.

(Gasz. mus. di Vienna).


Praga. Fra le altre cose una corrispondenza di questa città dice: «Siccome ne’ tempi scorsi vi era una epidemia alla maniera di Liszt, così la maniera alla Robert le Diable è all’ordine del giorno presso i moderni compositori. Si lotta per l’effetto, e si è schiacciato dalle masse musicali, senza goder la menoma cosa. E con tali aborti di una fantasia morbosa si crede di superare i gran maestri!»

Altro Canone enimmatico del M. cav. Neukomm, messo ai di lui genitori nel 1837, a canto del monumento di Michele Haydn a Salisburgo.

Neukomm

Canon. IV. voc.

— In un carteggio della G. M. de Paris, in data di Vienna del 15 dicembre, leggiamo le seguenti parole «A malincuore dobbiamo annunziarvi che la Caterina Cornaro, di Lachner non produsse punto l’effetto che se ne aspettava, benché quest’Opera contenga delle eccellenti cose. Si avrebbe dovuto fare miglior accoglienza ad uno spartito per lo meno coscienzioso, sebbene non sia un capolavoro, tanto più quando si pensa che il compositore venne espressamente da Monaco per assistere in persona alle prove. In contraccambio si è qui oltre ogni dire prodighi di applausi alle Opere italiane più mediocri, a detta degli italiani medesimi. Tutto ciò ci dà la trista certezza che i Viennesi, almeno per quel che è della musica drammatica, hanno cessato di essere tedeschi!» A torto o a ragione domandiamo noi?

Ma il carteggio prosegue:

«Un attento esame della Caterina Cornaro ci fa discernere tre o quattro pezzi degni de’ più grandi maestri; e voglio dire il trio de’ Banditi, l’introduzione del quart’atto, nella quale l’autore ci prepara con bell’accorgimento a delle impressioni al tutto nuove. La sortita di Caterina nel quarto atto è un pezzo elaborato e finito, che avrebbe dovuto bastare ad ottener lieta accoglienza al maestro alemanno!»

— Il signor Bériot fece erigere nel cimitero di Lachen, presso Brusselles, un magnifico mausoleo, nel quale venne posta la statua della Malibran opera dello scalpello del signor Guglielmo Geefs.

— I fratelli Marquepie, editori di musica a Parigi, si accinsero con molta lode alla pubblicazione degli Spartiti dei Compositori illustri italiani e francesi, ridotti a pianoforte e canto. Si distinguono in questa pregevole raccolta le due belle traduzioni del Freyschütz di Weber e del Fidelio di Beethoven fatte dal signor Crevel de Charlemagne sulle partiture del teatro tedesco, unitamente al Messia di Haendel. Questa specie di pubblicazioni deve riuscire grandemente utile agli studiosi della musica coll’agevolare ad essi i mezzi di perfezionare gli sludii di composizione sui capolavori dei grandi maestri. Con tale scopo noi abbiamo appunto ideata la nostra Antologia classica, nella quale, come abbiamo cominciato col 1.° volume già compito, continueremo nel 2.° a dare i migliori e più opportuni saggi delle più lodate Opere antiche e moderne.



DIZIONARIO MUSICALE

CRITICO-UMORISTICO

Continuazione.


Articolo - Articolo in grammatica è una piccina parola, ma di grande importanza per chiarire il discorso, per esporre significati molti con parole poche; Articolo nel giornalismo è, come direbbesi, un brano, una foglia di un libro, ma questi brani, se mancano di entità, di peso tipografico, hanno però potenza grande in ragione della loro velocità nello spandersi per urbem et per orbem, del loro andar fra mani d’ogni specie di individui, dell’averessi mutati in altrettanti gabinetti di lettura tutte le botteghe da Caffè, dell’avere surrogato le vecchie disusate trombe della mitologica fama. Ma soprattutto poi sono gli Articoli un affar serio assai per le numerosissime classi de’ Musico-professori, de’ Musico-dilettanti, de’ Musico-intelligenti, e per la sterminata dei Musicomano-inscienti. È immensa la facoltà che il progresso ha conferito agli articoli teatrali. Un cantante che abbia inutilmente sudato anni lunghi per meritarsi la fama di bravo artista, trova un potente sussidio in un articolo che con un tratto di penna te lo rende più che non sperasse eccellente, te lo proclama esimio, inarrivabile, ed accadde perfino che un articolo arrivò a portarne uno fino all’immenso... Articolistica potenza!! E fin qui parrebbe da supporsi che gli articoli de’ Giornali discorrenti di musica dovessero essere oggetti di passionato amore per tutti i figli della dolce Euterpe; ma succede tutt’altro, perché, se il più delle volte gli articoli hanno coraggiosa non dirsi nel cacciar su in alto i nani dell’arte, hanno però tante volte la forza di cacciarli giù al livello della loro picciolezza, comprimendo la forza clastica della presunzione, e di innalzar invece i bravi alla meritata fama, ed ecco fonti inesauste di ire, di sdegni, di maledizioni da tutti i moltissimi che nel termometro dell'arte sono segnati fra il Mediocre e l’Infimo. È dunque indubitato che gli Articoli de’ Giornali posson essere di grave danno o di vantaggio grande all’arte ed agli artisti musicali; ai bravi col divulgarne la bella rinomanza, ai mediocri modesti coll’istruirli, incoraggiarli, ai presentuosi col metterli placidamente in derisione donec corrigantur, agli infimi col persuaderli a cercar posto fra le Comparse. E possono essere in pari tempo gli Articoli titoli di onore o di disprezzo per chi li scrive. Ed a sapere qual sia la molla che spinge forse alcuni Giornalisti a meritarsi il disprezzo nello scrivere di musicali bisogne, vedi Oro - Associazione, poi cerca subito Giornalista e poi più indietro alla brutta Adulazione.

N. E. Cattaneo.




GIOVANNI RICORDI

EDITORE-PROPRIETARIO.




Dall’I. R. Stabilimento nazionale Privilegiato di Calcografia, Copisteria e Tipografia Musicale di GIOVANNI RICORDI

Contrada degli Omenoni N. 1720.

  1. Veggansi gli articoli critici dati in questa Gazzetta dal signor maestro L. Rossi.