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In quanto a costruzioni, edificò il castello di Moncalieri, fondò a Chambéry un ospedale per le malattie contagiose, uno a Conflas pei lebbrosi, un ospizio per i poveri a Ginevra, e qua e là diversi monasteri.

Se poi durante i tre periodi della sua reggenza, toccarono allo Stato delle sventure, non bisogna attribuirne la causa a lei, ma ai tempi difficili in cui governò e alla continua lotta che dovè sostenere contro i cognati ansiosi di supplantarla.

Questa lotta del resto incominciò, come ho già detto, subito ch’ella ebbe in mano il potere, vivente suo marito; tanto che, incalzata, tormentata da essi, stretti in lega, non sentendosi più sicura a Chambéry, la residenza ducale d’allora, si ritirò con tutta la famiglia a Monmegliano. Qui, stretta d’assedio, spaventata dalle complicazioni che potevano sorgere, desolata per la morte del suo primogenito, ucciso alla testa delle sue truppe in difesa della madre, turbata da un tentativo di rapimento del secondo suo figlio, essa finse di arrendersi, lasciò forzatamente tutto in mano ai cognati, ed essa andò intanto nel Delfinato, d’onde richiese nuovamente l’aiuto di Luigi XI.

Tanto il Re di Francia che il duca di Borgogna si posero allora in sua difesa, ed una grossa guerra sembrava inevitabile Ma gli ambasciatori di Berna e di Friburgo, alle cui provincie quella guerra sarebbe stata tutt’altro che utile, s’interposero onde Yolanda facesse la pace coi cognati. E questi, non volendo addossarsi la responsabilità di una guerra civile, anche