Pagina:Gemma Giovannini - Le donne di casa Savoia.djvu/113

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iolanda o violante 81

piangerla più vivamente. I dolori e i contrasti ne avevano da qualche tempo alterata la salute, e oramai le forze in lei non corrispondevano più all’attività ed al coraggio.

Così debole e stanca, pensò al suo Castello di Monte Caprel, regalatole, con quella signoria, dal marito, per ricompensarla di aver reso navigabile la Dora, e vi si trasportò, per trovare riposo e forza in quel soggiorno di care e soavi memorie.

Disgraziatamente tornava in quei giorni ad infierire una febbre maligna, serpeggiante allora in Piemonte, e che a vari intervalli ripeteva ivi le sue stragi. Yolanda ne fu quasi subito attaccata, e la sua costituzione debole e stanca non potendo combatterla, dovè ad essa soccombere il 29 agosto 1478.

Generale fu il compianto, universale il dolore per tanta perdita, tanto più che il Duchino avendo appena sedici anni, non era ancora atto al governo.

Ad essa furono fatti splendidi funerali, irrorati dalle lacrime sincere di tutto il suo popolo, e fu sotterrata, presso suo marito, nella chiesa di S. Eustachio a Vercelli.

La cronaca contemporanea così la celebrò:
«Morì non senza grave danno della patria e del dominio; imperocché essa fu prudente, mansueta e pacifica, e mantenne graziosamente i sudditi in buona pace e quiete, senza illeciti balzelli. Inoltre acquistò pei suoi figliuoli la contea di Villars ed altre terre»


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