Pagina:Gemma Giovannini - Le donne di casa Savoia.djvu/163

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bianca di monferrato 113

Una volta anche, cedendo all’invito del futuro genero, stabilito a Ginevra, passò le Alpi e si recò ivi con Yolanda. Vi andò però a malincuore, e proprio per non offendere il giovane con un rifiuto, dispiacendole intraprendere un viaggio così disagiato nel gennaio, anche per la salute delicatissima della figlia. Il solenne ingresso con la futura Duchessa a Ginevra, fu il 1O febbraio 1498, ed entrambe vi ebbero magnifica accoglienza e splendide feste.

Bianca rimase parecchi mesi a Ginevra, ma non vi ebbe più l’animo lieto. La salute di Yolanda andava ogni dì pur troppo deperendo, finché la poverina si spense colà, in età di dodici anni, il 12 settembre 1498.

Bianca, desolata, dopo aver tributate alla figlia diletta le estreme cure, ne abbandonò forzatamente il corpo, che rimase a Ginevra, nella chiesa di S. Francesco, e partì il 25, a piccole giornate, per Torino, arrivandovi nell’ottobre, affranta di salute, e non riuscendo a trovare neppure lì ne pace, ne riposo. Voleva la solitudine, la vita addirittura privata, circondata da pochi servi, in un castello solitario, e scelse Carignano, che già da due anni aveva fatto riparare e adattare. E lì, tolte alcune gite a Torino, che ogni anno si facevano sempre meno frequenti, risiedè da allora abituallente.

A questo punto la figura di Bianca sparisce completamente dalla storia come sovrana; e diviene una gentildonna qualunque, che trascorre la vita nel lavoro, nella preghiera, nella beneficenza. Ma il mondo,