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stato difficile di vivere coi due emuli, senza dar malcontento all'uno o all'altro».

Intanto i Duchi decisero andare per qualche tempo nei possessi di Svizzera, dove c'era del malcontento ; ma a Ginevra, Beatrice, che era la più bella principessa del suo tempo, da principio non piacque, fu ritenuta troppo altera e le feste s'intrecciarono ai malumori ; poi, siccome ella diè uno splendido convito, largheggiando assai negli inviti e nelle cortesie, gli spinti si calmarono, e fu detto che i modi alteri erano un costume portoghese.

Carlo III e la consorte si trattennero a Ginevra circa un anno, ed ivi nacque loro il primo figlio, Lodovico, morto in seguito a Madrid, senza che il padre potesse crearlo principe di Ginevra, come Beatrice voleva, per riconoscenza verso la città.

In seguito la Duchessa divise tra Torino, Rivoli e Nizza la sua dimora, lontana spesso dal Duca, che in quei tempi agitati non ebbe soggiorno fisso, dimostrando un'attività singolare, non da tutti però riconosciuta nè apprezzata. Del resto la residenza dei Duchi di Savoia era ancora a preferenza Chambéry, soggiorno che non era punto gradito a Beatrice, cui sorrideva un clima più temperato, e che nel Piemonte propriamente detto, era in grado di osservare più da vicino gli avvenimenti che si compievano in Italia. A lei, giovine ed abituata alle dovizie di ricco reame, doverono senza dubbio essere una triste sorpresa i disagi di una Corte indebitata, scarsa di danaro e malamente