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E mentre Carlo III, ritirato a Vercelli, vi passava gli ultimi suoi anni, afflitto dalla gotta, privo dei mezzi di sovvenire al proprio decoro, tribolato dalle continue lamentazioni dei sudditi oppressi e straziati dagli invasori, e addolorato dalla impossibilità di soccorrerli, il giovane Emanuele Filiberto guerreggiava in Francia, sotto le bandiere di Spagna, che erano quelle di suo zio, dal quale Beatrice aveva sempre sperato il ripristinamento della loro famiglia.

Soltanto quando a lui giunse la notizia della morte del padre (1553), egli venne in Piemonte, dove continuava sempre la guerra tra imperialisti e francesi, e potè constatare qual meschinità fosse il suo paterno retaggio ! Ma il figlio di Beatrice non si scoraggiò, e poco stette a comprendere qual via doveva percorrere per giungere all'intera restaurazione dei suoi Stati. Bisognava illustrarsi, rendere famoso il suo nome sui campi di battaglia, e dettar poi la legge agli oppressori del suo popolo!

La Fiandra gli si presentava come apposita lizza, ed egli poco tardò a ritornarvi; poi la battaglia di S. Lorenzo in un colla presa di S. Quintino, lo rivelò al mondo, gli ottenne il rinsediamento nell'antico Ducato, ed il matrimonio con Margherita di Francia, di cui passiamo ora ad occuparci.