Pagina:Gemma Giovannini - Le donne di casa Savoia.djvu/227

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margherita di valois 183

vite di Epaminonda e di Scipione, di cui essa lamentava la perdita. Possedeva un cuore tanto pietoso che la faceva amare da tutti i derelitti, e fra le opere di carità e le dolcezze dello studio, era giunta ai trentaquattro anni ancor nubile, senza, si può dire, accorgersene, e, per conseguenza, senza dolersene.

Intanto Emanuele Filiberto, tornato in pace col cugino, era stato creato governatore delle Fiandre, e quindi era riuscito vincitore a S. Quintino!1. Francia e Spagna, nuovamente alle prese, tenevano incerta l'Europa su chi sarebbe stato il vincitore, quando improvvisa, nel mondo politico, si seppe la pace conchiusa dalla Francia a Castel Cambrese, pace voluta, si dice, dal capriccio della Poitiers.

  1. La notizia della vittoria di S. Quintino giunse in tempo a troncare la corsa sbrigliata delle armi francesi in Piemonte, ove il Conte della Trinità e il Conte di Luserna difendevano a grande stento Cuneo e Fossano.
         Carlo Manfredi, conte di Luserna, aveva sposato, nel 1528, Beatrice, figliuola di Gianfrancesco di Savoia, signore di Pancalieri e Cavorre. Siccome nella vita di Beatrice vi è un episodio che la fa degna delle donne illustri della sua Casa, cosi mi par giusto raccontarlo qui.
         Nell'occasione in cui il di lei marito, sotto le bandiere di Emanuele Filiberto, difendeva Cuneo contro Brissac, nel 1537, essa si fece un nome distinto. Ai replicati inviti di Brissac, che voleva evitarle i rischi della guerra, ricusò dì uscire dalla fortezza, anzi si vantò di volere essa medesima, unitamente alla marchesa di Ceva, difendere un bastione.
         Brissac, spiegando la più vile codardia, avendo sorpreso un bambino di lei presso una nutrice, lo fece portare al campo, minacciando di ucciderlo se Cuneo non si arrendeva. Ma Beatrice fu pronta a rispondere che l'amore del marito per lei, ne avrebbe fatti nascere degli altri, che, come quello, era disposta a sacrificare alla patria.
         Brissac forzò l'assedio per 57 giorni, e Cuneo tenne fermo, con gran vantaggio di Emanuele Filiberto, i cui possedimenti in Savoia erano rimasti bene esigui.
         Beatrice, amica dei poveri e dei buoni, fu celebrata dai poeti, e mori vecchissima nel 1602.