Pagina:Gemma Giovannini - Le donne di casa Savoia.djvu/277

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maria cristina di borbone 227

presso, a Vercelli, dopo il quale doveva tenersi un consiglio di ministri. Vittorio Amedeo, col suo ministro Verrua e il generale Villa, v’intervenne. Uscendo dal pranzo il Duca fu assalito da forti dolori intestinali, e con esso furono del pari colpiti il ministro e il generale. Verrua morì dopo quattro giorni, Villa, più robusto, guarì. Vittorio Amedeo resisteva, ma aggravatosi, fu avvertita la Duchessa, la quale, quantunque convalescente di una leggiera malattia, accorse a Vercelli ove trovò il marito in assai cattive condizioni. Il male crebbe da allora rapidamente, e in breve fece temere per la sua vita.

Fu pensato allora alla salute dell’anima, e ad un testamento che chiamasse Reggente Cristina, il qual testamento fu presto ottenuto, sebbene qualcuno ne impugnasse la validità, dicendo che vi mancava il principal requisito, la volontà cioè del testatore.

Vittorio Amedeo morì il 7 ottobre 1637, e morte tanto repentina e misteriosa fece nascere sospetti di veleno fatto propinare da Richelieu, che volendo sottoporre completamente il Piemonte, trovava in esso un ostacolo.

Fu opinione generale che la volontà di Vittorio Amedeo I, circa la Reggenza da lui affidata alla moglie, fosse più interpretata dai presenti, francesi per la maggior parte e tutti interessati, che espressa; e che il sì da lui risposto alla domanda, fosse un sospiro del morente.

Comunque essi facessero, Cristina non aveva inten-