Pagina:Gemma Giovannini - Le donne di casa Savoia.djvu/361

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maria luisa gabriella di savoia 301

non ebbe un’ora di letizia nella sua vita, neppure il giorno del suo matrimonio!

Dopo essere stata festeggiata dal vecchio cugino nella sua dimora di Racconigi, essa lasciò piangente la sua terra natale, accompagnata da esso, dalla madre e dalla nonna, fino a pie del Colle di Tenda, d’onde poi, soltanto col seguito, si recò a Nizza per imbarcarsi sulla flotta spagnuola, dove attendevala il seguito spagnuolo, con a capo la celebre principessa degli Orsini, futura sua Camerera Mayor, che alcuni dicono fosse anche l’Egeria del nuovo Re.

Sebbene quasi bambina, la novella Regina era assai franca e disinvolta; e quantunque non molto alta, nè bella, aveva un personale svelto ed elegante, ed una espressione di fisonomia così graziosa e piccante, che piaceva. Negli occhi, quasi neri e vivacissimi, aveva, scrive la contessa Della Rocca Castiglione, «un non so che di furbescamente sincero, se così si può dire, che sembrava esprimere questo pensiero: — Guardatemi bene in faccia; sono sincera, ma a me non mi si fa».

E che a lei non si faceva, lo dimostrò subito; giacché la villania delle dame spagnuole, alle mani delle quali era rimasta, giunta a Figuères, ove si rinnovò la cerimonia del matrimonio, fu causa ch’ella si crucciasse col marito la sera stessa delle nozze, e che si tenessero il broncio per due giorni. Ciò non impedì peraltro che Filippo e Maria Luisa si amassero in seguito sinceramente; e nei dodici anni della loro unione essa non fu soltanto moglie innamorata e fedele,