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egli diè in breve mano alla fabbrica di quel Castello, rimasto celebre nella storia per il suo artistico splendore, per la sua grandiosità, per la bellezza del vasto giardino annessovi, e che fu compiuto in sette anni di lavoro continuo.

Mentre si fabbricava il Castello i Duchi andavano a Pavia come in villeggiatura, specialmente estiva, giacchè il luogo era ritenuto a quell’epoca come stazione saluberrima efficacissima; e definitivamente vi si fissarono soltanto sulla fine di ottobre del 1365, allorchè la sontuosa dimora fu pressochè completamente terminata.

Intanto nel 1360, quando Gian Galeazzo, il primogenito di Bianca, era sempre un bambino, fu sposato dai rispettivi padri con Isabella di Valois sua coetanea, figlia di Giovanni il Buono, Re di Francia, che, in grazia della prosapia non gli portava che la meschinissima dote della Contea di Vergiù. La regale bambina entrava in Milano l'8 di ottobre, e sebbene subito sposata, non fu per allora che un’altra figlia per Bianca.

Questa degna principessa, che ogni suo dovere compieva con rara amabilità, nell’acutezza della sua mente comprendeva ogni giorno più come la sede di Milano non fosse più adatta al marito, per il quale temeva sempre, da parte del di lui fratello, qualche brutta sorpresa, specie adesso che egli era condannato all’immobilità a causa della gotta. Per tale ragione, quasi altrettanto impaziente quanto la nuora e la figlia Violante, spinse nell’autunno del 1365 il Duca, a insediarsi,