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E appena essa ebbe compiuto il tredicesimo anno, cioè nel 1401, il matrimonio fu sontuosamente celebrato nel castello di Bicêtre, presso Parigi, alla presenza del Re Carlo VI di Francia, che onorava così il suo dipendente.

Claudina recava al marito una dote di centomila franchi, somma enorme per quell'epoca, ed un più ricco tesoro di affetti nel suo virgineo cuore, del tutto agli antipodi con le passioni e le aspirazioni che allora agitavano l'Europa in generale, e la Francia e l'Italia in particolare. E nella reggia di Chambéry, che aveva veduto i tetri maneggi di Bona di Borbone, e le malefiche leggerezze di Bona di Berry, ava e madre, queste, di suo marito, essa sì dolce e buona riusciva addirittura una stonatura.

Nondimeno, asceso al trono suo marito, e divenuta lei la Contessa regnante, le cose presero altro indirizzo, e in luogo di veleni e di tradimenti, il Castello fu sede di pace, e sorgente di beneficenze per molti infelici.

Maria Claudina ebbe bella e numerosa figliuolanza, di cui si prese cura con zelo ed affetto veramente materno, alternando tale ufficio con le muliebri occupazioni, che allora non sdegnavano neppure le principesse, in cui anzi trovavano un sollievo, nelle lunghe assenze dei mariti, che andavano lontano a combattere.

E la Contessa di Savoia, assai più di molte altre, ebbe a provare la tristezza di quelle lunghe assenze, giacché Amedeo VIII le fu spesso lontano, occupato in missioni politiche e in guerreggiamenti, giacché egli