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cordo nè di un benefizio, nè di una buona azione, giova credere che Amedeo si rallegrasse non per l’uomo, ma per la posizione eminente che così era fatta a Maria. Fosse per l’una o per l’altra ragione, egli diè a quell’avvenimento la più grande importanza, e lo volle celebrato col maggiore splendore.

Gli ambasciatori del Duca di Milano furono ricevuti dal Duca di Savoia nel Castello di Bourget, che da gran tempo non aveva riunito una società più brillante. Oltre il seguito degli inviati, e gli ufficiali della Corte di Amedeo, tutti i signori e le dame dei vicini castelli vi erano accorsi, invitati dal loro sovrano. Di più questi, per aumentare il brillante circolo di sua figlia al ricevimento solenne degli ambasciatori del Visconti, aveva chiamato presso di lei anche varie castellane ginevrine, che malgrado i rigori della stagione, erano venute a cavallo fino da Annecy, seguite dai loro paggi.

M.r Costa de Beauregard ci racconta in proposito, che Amedeo, volendo in quell’occasione sfoggiare magnificenza in tutto, fece portare da Thonon il mantello di drappo d’oro di cui si serviva nelle occasioni solenni, e distribuì ai Principi e alle Principesse della famiglia, vesti di velluto e di seta, ricche di ricami e di pelliccie.

Anche la servitù partecipò a queste larghezze; e gli ambasciatori affascinati e colmi di doni, riportarono a Milano le prove ed il ricordo di sì nobile ospitalità. Intanto si allestiva in Piemonte il ricco corredo