Pagina:Georgiche.djvu/150

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Resistere de i flutti, in simil guisa
Sogliono anch’esse piccole pietruzze
Tra le zampe afferrar, e contro al vento
Reggersi in aria equilibrando il volo.

     300Ma strano in loro, e non credibil quasi
Ti parrà forse il virginal costume,
Perocchè schive di lascivi amori
Nè s’accoppiano insiem, nè i turpi e molli
Conoscono di Venere diletti,
305Nè di Lucina le materne doglie;
Ma sviluppati accolgono dal seno
D’erbe söavi e d’odorosi fiori,
E i lor germi fomentano, e in tal modo
E i giovanetti cittadini, e il gregge
310Rinnovano, e i lor re, cui cereo regno
Fabbrican esse, e cerea reggia e trono.
Quindi, benchè di breve spazio e frale
Sia la lor vita, che l’ottava estate
Mai non giunge a veder, pur vive e resta
315La lor razza immortal, ed a molt’anni
Dura l’onor de le famiglie, in cui
Gli avi si ponno numerar de gli avi.

     Sovente errando a pascolar su l’aspre
Aguzze coti col frequente attrito