Pagina:Gerusalemme liberata I.djvu/27

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CANTO PRIMO. 13

XXXV.


     Facea nell’Oriente il Sol ritorno,
Sereno e luminoso oltre l’usato;
Quando co’ raggj uscì del novo giorno
276Sotto l’insegne ogni guerriero armato:
E si mostrò quanto potè più adorno
Al pio Buglion, girando il largo prato.
S’era egli fermo, e si vedea davanti
280Passar distinti i cavalieri e i fanti.

XXXVI.


     Mente, degli anni, e dell’obblio nemica,
Delle cose custode, e dispensiera,
Vagliami tua ragion, sicch’io ridica
284Di quel campo ogni Duce, ed ogni schiera:
Suoni e risplenda la lor fama antica,
Fatta dagli anni omai tacita e nera;
Tolto da’ tuoi tesori, orni mia lingua
288Ciò ch’ascolti ogni età, nulla l’estingua.

XXXVII.


     Prima i Franchi mostrarsi: il Duce loro
Ugone esser solea, del Re fratello.
Nell’Isola di Francia eletti foro
292Fra quattro fiumi, ampio paese e bello.
Poscia ch’Ugon morì, de’ Giglj d’oro
Seguì l’usata insegna il fier drappello
Sotto Clotareo capitano egregio,
296A cui, se nulla manca, è il nome regio.