Pagina:Gerusalemme liberata I.djvu/73

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CANTO SECONDO. 57

LXXI.


     Dimmi, s’a danni tuoi l’Egitto move,
D’oro e d’arme potente, e di consiglio:
E s’avvien che la guerra anco rinove
564Il Perso e ’l Turco, e di Cassano il figlio;
Quai forzi opporre a sì gran furia, o dove
Ritrovar potrai scampo al tuo periglio?
Ti affida forse il Re malvagio Greco,
568Il qual dai sacri patti unito è teco?

LXXII.


     La fede Greca a chi non è palese?
Tu da un sol tradimento ogn’altro impara:
Anzi da mille; perchè mille ha tese
572Insidie a voi la gente infida, avara.
Dunque chi dianzi il passo a voi contese,
Per voi la vita esporre or si prepara?
Chi le vie, che comuni a tutti sono,
576Negò, del proprio sangue or farà dono?

LXXIII.


     Ma forse hai tu riposta ogni tua speme
In queste squadre, ond’ora cinto siedi.
Quei che sparsi vincesti, uniti insieme
580Di vincer anco agevolmente credi:
Sebben son le tue schiere or molto sceme,
Tra le guerre e i disagj, e tu tel vedi:
Sebben novo nemico a te s’accresce,
584E co’ Persi e co’ Turchi Egizj mesce.