Pagina:Gerusalemme liberata II.djvu/85

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CANTO DECIMOTERZO. 69

V.


     Così credeasi; ed abitante alcuno
Dal fero bosco mai ramo non svelse:
Ma i Franchi il violar; perch’ei sol uno
36Somministrava lor machine eccelse.
Or quì sen venne il Mago, e l’opportuno
Alto silenzio della notte scelse:
Della notte che prossima successe,
40E suo cerchio formovvi, e i segni impresse.

VI.


     E scinto, e nudo un piè, nel cerchio accolto,
Mormorò potentissime parole.
Girò tre volte all’Oriente il volto,
44Tre volte ai regni ove dechina il Sole;
E tre scosse la verga, ond’uom sepolto
Trar della tomba e dargli moto suole;
E tre col piede scalzo il suol percosse;
48Poi con terribil grido il parlar mosse:

VII.


     Udite, udite, o voi che dalle stelle
Precipitar giù i folgori tonanti:
Si, voi che le tempeste e le procelle
52Movete, abitator dell’aria erranti;
Come voi ch’alle inique anime felle
Ministri sete degli eterni pianti:
Cittadini d’Averno, or quì v’invoco,
56E te, Signor de’ regni empj del foco.