Pagina:Gerusalemme liberata II.djvu/86

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70 LA GERUSALEMME

VIII.


     Prendete in guardia questa selva, e queste
Piante che, numerate, a voi consegno.
Come il corpo è dell’alma albergo e veste,
60Così d’alcun di voi sia ciascun legno:
Onde il Franco ne fugga, o almen s’arreste
Ne’ primi colpi e tema il vostro sdegno.
Disse: e quelle ch’aggiunse orribil note,
64Lingua, s’empia non è, ridir non puote.

IX.


     A quel parlar le faci, onde s’adorna
Il seren della notte, egli scolora:
E la Luna si turba, e le sue corna
68Di nube avvolge, e non appar più fuora.
Irato i gridi a raddoppiar ei torna:
Spirti invocati, or non venite ancora?
Onde tanto indugiar? forse attendete
72Voci ancor più potenti, o più secrete?

X.


     Per lungo disusar già non si scorda
Dell’arti crude il più efficace ajuto:
E so con lingua anch’io di sangue lorda
76Quel nome proferir grande e temuto,
A cui nè Dite mai ritrosa o sorda,
Nè trascurato in ubbidir fu Pluto.
Che si? che si? volea più dir; ma intanto
80Conobbe ch’eseguito era l’incanto.