Pagina:Ghislanzoni - Abrakadabra, Milano, Brigola, 1884.djvu/125

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un po’ ricurvo, ma ancora vigoroso. La sua faccia ossea, bernoccoluta, dura, affettava una giovialità poco rassicurante. I suoi occhi grigi vibravano dai solchi profondi delle guance una luce sinistra — due occhi, che tratto tratto si eclissavano, rintanandosi nelle palpebre come due teste da serpente.

Cento anni addietro, quel pubblico funzionario si sarebbe chiamato Commissario superiore di polizia, ovvero Questore.

Nel 1982, il titolo era mutato, ma le funzioni erano identiche. La Polizia, la Questura, l’Uffizio di sorveglianza furono e saranno una necessità di tutti i tempi.

Quando l’espresso venne a fermarsi presso la porta intima del Piccolo Campidoglio, il Gran Proposto Berretta stava sulla soglia ad attenderlo. I due funzionari si salutarono con un cenno democratico della mano, cui il Torresani aggiunse un leggiero inchino della schiena.

I due pubblici funzionari entrarono in un gabinetto terreno. E siccome un vecchio commissario di Sorveglianza (di polizia, se meglio vi piace) non ha bisogno della vista magnetica per leggere in quel viscere opaco che si chiama il cuore umano, al Torresani bastò una rapida occhiata, un’occhiata da basilisco, per indovinare il turbamento del suo superiore.

Il Gran Proposto si era tuffato con tutta la persona in una sedia liquida1 i cui cilindri congelatori girarono con moto rapidissimi. Egli stringeva nella mano una ampolletta di argento, la quale a giudicarne dal

  1. La sedia liquida è formata di cuscini di guttaperca ripieni d’acqua. Due cilindri congelatori mantengono la freschezza al liquido racchiuso, mentre, d’altra parte, il calore della persona che vi sta seduta impedisce la completa congelazione che la renderebbe meno soffice. Il sistema dei congelatori è abbastanza noto a chi abbia veduto le macchine recentemente inventate per la formazione del ghiaccio artificiale.