Pagina:Ghislanzoni - Racconti politici, Milano, Sonzogno, 1876.djvu/291

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o colui, signori moscardini!... Voi dovete conoscerlo molto bene... In ogni caso sapremo da voi nome, cognome e patria di quel bel mobile...

— Diremo tutto!.... metteteci a terra!.... gridano i due martiri con voce strozzata...

I fischi e gli urli della folla ingrossano minacciosi. Le due sorelle Regola, vedendo dall'alto del poggio due partiti di matrimonio sì gravemente compromessi, svengono fra le braccia della madre...

I contadini di Besana e di Desio, offesi nella loro Guardia Civica, inseguirono e cercarono Teobaldo Brentoni per tutto quel giorno. — Ogni strada, ogni sentiero furon perlustrati da grosse pattuglie... Come avviene in tali confusioni, i militi, non potendo agguantare il vero colpevole, per dar prova d'attività e di zelo, arrestarono il contino Bisciolla e il suo degno professore. Sì l'uno che l'altro furono sorpresi da una pattuglia mentre stavano discutendo se le iniziali S. C. scolpite in una lapide moderna, significassero Strada Comunale, o non piuttosto Senatus Consulto. Vennero legalmente arrestati come figure sospette.

E frattanto dov'era Teobaldo? — Teobaldo, dopo aver predicato due buone ore all'osteria della Sposa bella contro i Piemontesi, contro le Guardie Nazionali, contro i preti, contro i sindaci, contro i carabinieri, contro la Costituzione, contro il Parlamento, contro tutti; ai primi sintomi di procella erasi ricoverato in una botte.

All'indomani, un contadino tenero di cuore, il Malo Amen di Albiate, trasportava a Monza col suo carretto la botte misteriosa.

Ci viene assicurato che il Brentoni dietro l'esito di quella prima spedizione, abbia rinunziato alla dignità di presidente della Società della morte, dichiarando in pari tempo a' suoi colleghi che il popolo delle campagne non è maturo.


FINE.