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| 272 | del rinnovamento civile d’italia |
Giá prima il sacro collegio facea l’ufficio di principe, governando nelle vacanze e producendo in certo modo il proprio potere coll’eleggere chi lo esercitasse secondo la sua intenzione. Laonde a mutar politica ci voleva un papa animoso come Giulio o Sisto, che avesse petto per deludere gli elezionari e di nuovi consigli si aiutasse. Pio nono, riformando lo Stato contro il parere dei cardinali, e poi disfacendo la propria opera, dando ad essi in balía tutto il maneggio e non alzando un dito senza il loro consenso, accomunò al regno, come giá toccammo, le condizioni dell’interregno. Negli altri tempi, morendo il papa, vaca la Sede: oggi ha luogo il contrario. Or vogliam credere che il disordine sia per cessare col regnante pontefice? L’esperienza ha messo in guardia e in sospetto i cardinali, che piú non lasceranno una signoria stata in punto di sfuggir loro senza rimedio. Faranno un papa secondo il proprio cuore e lo stringeranno con tali vincoli che non possa scuotersi né sciogliersi a suo talento. Pogniamo per caso che sorga un papa buono come Pio ma piú vigoroso: avrá egli modo di compiere l’incominciato? non potrá mancargli la vita, come a Clemente, per la violenza de’ suoi nemici? non potrá mancargli il tempo per la copia e arduitá delle riforme da introdurre? «La brevitá della vita de’ papi — dice il Machiavelli — la variazione della successione, il poco timore che la Chiesa ha de’ principi, i pochi rispetti che ella ha nel prendere i partiti, fa che un principe secolare non può in un pontefice interamente confidare, né può sinceramente accomunare la fortuna sua con quello»[1]. Oggi si verifica rispetto ai popoli ciò che allora ne’ principi. Facciamo che tutto succeda bene. Quanto l’effetto vorrá durare? Morto il pontefice riformatore, torneremo da capo: le nuove instituzioni saranno facili a distruggere, perché tenere e non ancora assodate; e se a manometterle il governo sará impari, si fará ricorso agli aiuti forestieri. Salvo che si ammetta una successione continua di papi grandi; miracolo inaudito anche tra i principi secolari.