Pagina:Giosuè Matteini - Istoria dell'astronomia e sistema planetario di Copernico, 1785.djvu/6

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Non può colà dove il desio del vero
Infaticabilmente ognor ti porta.
15Certo so ben, che là nel Foro, e in mezzo
A folta turba a delirar sol usa
Non quegli sol, che sull’aratro indura
L’esercitata destra, o quei, che al pondo
Delle straniere merci i faticosi
20Omeri sottopon stolta t’appella:
Vi ha degli Apicj ancor, v’ha chi fastoso
Delle fumose immagini degli avi
Languendo in ozio vil, porger ricusa
A i gravi accenti tuoi l’orecchio avvezzo
25Di lascive canzoni al molle suono;
Ma al fianco assisi d’amorosa Nice
Or d’un tronco sospiro, or d’un furtivo
Sguardo filosofare, ah questi lascia,
O là Sedenti in giro, ove la nera
30Indica Droga in bianche tazze spuma,
Tra la mordace ognor larga facondia,
Che della fama altrui si nutre, e pasce,
E pensosa fra lor passa, e non cura;
Che d’ignoranza fra l’orror lasciarli,
35Credi, sarà la più terribil pena.
     Non desio già mirar quei fonti arcani,
Onde le forze prodigiose, e i moti,
Che la natura esercita sul globo,
Che ci sostiene, han vita; a te non chieggio
40L’ascosa penetrar cagion dei gravi
Minacciosi fenomeni, che ponno
A suo grado turbar le vie serene
Della vasta Atmosfera, o nei riposti