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70 Lo Specchietto

— O come mai sta tanto a ritornare?

E tre o quattro volte si affacciò alla finestra a chiamarlo.

Si sentì abbaiare il cane.

— È lui! — disse mia madre.

Infatti dopo pochi minuti il babbo era in casa.

— Che cosa è successo?

— Nulla, — rispose; — andiamo a dormire. Via, Pietro, va a letto.

Andai in camera e quella sera non si seppe nulla dell’accaduto. Si seppe solamente dopo.

Pare che, arrivato a Firenze, andasse, di notte, in Ghetto dagli ebrei, allo Specchietto.

Dice che quando uno vuole scoprire chi ha ammazzato, chi ha rubato, insomma chi ha fatto un danno qualunque, va da quest’ebreo.

Entrano in una stanza dove c’è uno specchio... Badiamo veh! Sono cose che non si possono fare. A farle uno è dannato!... Avanti gli fanno giurare di non raccontar nulla di quel che vedono, ne di pigliar vendetta.

E Paccheri giurò.

— Ora state attento, guardate nello specchio, — disse l'ebreo; — a momenti lo vedrete passare chi è stato.

Paccheri si mette davanti e principia a vedere passar gente.

— Il primo che riconoscerete è quello che v'ha rubato il grano,