Pagina:Giovanni Magherini-Graziani - Novelle valdarnesi.djvu/110

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Lo Specchietto 79

E il cavallo invece di fuggire gli si accosta e gli fa una riverenza. Lui seguitò a sonare e il cavallo sempre a far riverenze.

Mio padre trova un borriciattolo, lo traversa, e il cavallo sempre più accosto a lui e sempre colle medesime riverenze, come se fosse uno di quelli ammaestrati, che tante volte si vedono al teatro. Mio padre, per dire la verità, principiò un poco ad insospettirsi, perchè non poteva darsi che quello fosie veramente un cavallo, come figurava.

Sotto a certi noci grossi, di dove doveva passare, c’erano certe capannuccie mezze disfatte nelle quali Testate mettevano il fieno. Lì presso c’è una croce di legno, di quelle messe da Baldassarre.

Davanti alla croce il cavallo si rizzò sulle gambe di dietro e diventò come il fuoco. Mio padre, nel vedere quell’affare, cominciò a sudare e allestì il passo per arrivare a casa. Dice che voleva voltarsi addietro, ma che non gli riusci.

Già c’è da compatirlo; a trovarsi a quei Casi brutti tutti avrebbero fatto come lui. Il fatto sta che arrivato sull’aia si provò a chiamare la povera mamma.... ma apriva bocca senza dir nulla. Allora che fa? Prende un sasso e lo tira nella finestra come tante volte faceva, quando tornava tardi di notte e non