Pagina:Giovanni Magherini-Graziani - Novelle valdarnesi.djvu/121

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86 Cecco grullo


fecero una volta. È proprio da mettersi nel giornale. Allora le domeniche andava alla messa delle dieci a ***, ed ogni tanto andava a tarsi la barba da un barbiere che stava in piazza. Un giorno, che aveva la barba lunga, entra in bottega, e si mette a sedere sulla panca ad aspettare li, zitto, senza fare una parola.

— Cecco, tocca a voi — gli disse il barbiere.

E Cecco entrò sotto.

Bisogna sapere che questo barbiere era un capo ameno, che per far ridere le avrebbe trovate di sottoterra. Quando l'ebbe insaponato bene bene e che ebbe principiato a fargli la barba, disse ad un tratto:

— Questo non è rasoio per la vostra barba.

Va nella retrostanza, figurando di andare a prendere un rasoio, e invece nel passare dice a sua moglie:

— Quando son tornato in là, nel tempo che fo la barba a Cecco, prendigli il cappello, li sulla panca, e ristringigli il nastro un paio di dita.

La moglie lo guardò in viso.

— Devo ristringere il nastro? Per che fare?

— Sta zitta: ristringilo, ti ho detto. Il perchè te lo dirò poi. Fa presto e rimettilo lì.