Pagina:Giovanni Magherini-Graziani - Novelle valdarnesi.djvu/179

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140 La strega

Poi si alzò reggendosi alla soglia, ed entrò in casa.

Guardai addolorato quella vecchia, e mi allontanai. L’Annina, intanto mi diceva:

— Vede come si è ridotta? Ha due figliuoli: prima le presero que’ po’ di quattrini, che avea riposti nella coltrice, poi la mandarono fuor di casa, e non ce la vollero più: se ci tornava, la bastonavano. Aveva degli altri quattrinelli, messi da parte soldo per soldo a filare: quelli li aveva dati al prete morto, perchè glieli tenesse lui; il prete morì, vennero gli eredi, e non rivide più nulla. Da quel giorno in poi principiò a ringrullire, ad essere uggiosa, a piangere. Sfido, avrei pianto anch’io! Chi sa quante notti avrà passato senza dormire per mettere insieme que’ po’ di soldi! Principiò a dir dell’eresie, a rinsecchire; e tutti cominciarono a chiamarla strega.... E strega di qui, strega di là ora la credono strega per davvero, nessuno ci discorre e nessuno, la vuol più vedere intorno a casa. Sentì l’altro giorno? Ma io però non ci credo.... Se le streghe avessero quel potere, che si dice....

E intanto quei ragazzi urlavano:

«È buona la minestra? L’hai mangiatala minestra?»