Pagina:Giovanni Magherini-Graziani - Novelle valdarnesi.djvu/38

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Il Diavolo 17

Sentendo rider da capo e più forte, mentre colla forchetta chinato sul fornello, metteva le braciole nel piatto, disse come in canzonatura voltandosi in su:

— Le braciole l'ho bell’e cotte, ridi quanto tu vuoi: intanto io mangio.

L’ebbe fatta! Vide il frantoio come tutto un fuoco, e dalla cima della cappa si sentì venire giù una mattonata, che gli ruppe il piatto, gli portò via le braciole e lo coprì tutto di cenere.

— Eh! Il mattone sarà cascato!

— Altro che cascato ! E fosse stato il male del mattone poteva anche darsi, ma gli è che cerca e ricerca non gli riuscì di ritrovarle più le braciole; ne trovò solamente un pezzetto, ma tutto diventato carbone, sulla soglia della finestra, lontano dieci braccia dal focolare. Oh! Da quel momento nel frantoio solo non ci fu verso di vedercelo più! O il mio povero zio Angiolone non aveva sospetto anco lui? Io ero piccino, mi rammento che mi mettevano a cavallucio alla stanga, da me non ci montavo; e quando si rimaneva soli, io e lui, si metteva sull’uscio a suonare l’organino o a cantare, come per iscacciar la malaria, e mi rammento che tante volte, quando sentiva quei rumori di sopra, usciva fuori del frantoio, e non ci rientrava fino a che non arrivava qual-