Pagina:Giovanni Magherini-Graziani - Novelle valdarnesi.djvu/40

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Il Diavolo 19

centro, ne rimaneva la metà: del leone si vedeva solamente l’estremità di una zampa e la coda ripiegata.

— O come mai questo bel frontone rotto così?

— Quando raccomodarono la casa del fabbro, ebbero bisogno di una pietra pel camino, e giacchè c’era questa che non faceva nulla, il fattore morto la fece tagliare.

— Mi avevano messo in questa camera a dormire — seguitò Pippo, mandando in là col piede un uscio a due imposte, tutto tarlato, e che mal si reggeva sugli arpioni quasi usciti dal muro.

Le pareti erano un po’ più pulite delle altre, il soffitto di cipresso era ornato di piccoli rabeschi e di piccole losanghe bianche e rosse sulle travi e sui correnti ; da una parte un ammasso informe di legni, di pezzi di cornice dorata, di gambe di tavolini e di lavamani, di finimenti da letti parati. Da tutto quel mucchio di legname usciva un rumore di tarli fitto fitto: pareva che piovesse.

— Il letto era li in quel canto: ci si portava nel tempo della fattura dell'olio; e ci venivano a dormire quelli che la notte, verso il tocco o le due, davano la muta a quelli del frantoio. Ero stato tutto il giorno a lavorare nel campo; la sera stetti in fattoria a giocare