Pagina:Giovanni Magherini-Graziani - Novelle valdarnesi.djvu/60

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Il libro del comando 35


possono uscir di lì; male non ne fanno a nessuno: non c'è altro che non lascian dormire. Possono anche essere anime che forse hanno bisogno di bene: sono cose che non si spiegano. In certi posti hanno detto delle messe, e non ci hanno sentito più. Ma qui ci hanno sentito sempre, anche su. Mi rammento che quando ero piccino tante volte si sentiva scendere come uno in ciantelle. La mia mamma, che lavorava di sarta, e che stava tutta la sera a cucire, specialmente d’inverno in quelle nottate lunghe, poiché aveva di molto lavoro, quando sentiva quel rumore, si rizzava, prendeva il lume e ci diceva:

«Ragazzi via, a letto!»

— Faceva per non farci prendere una paura. Allora non ci ponevo mente: quando siamo ragazzi non si considerano le cose; me ne avvidi dopo, quando principiai ad essere grandicello. La sera, per esempio, tante volte a salir le scale al buio, si vedeva nel muro un lumicino piccino piccino, e non chiaro; pareva dimolto lontano, una specie di questi bruchi, che stanno nelle macchie, e fanno lume come le lucciole. Smurarono li dove si vedeva il lume e credevano che ci doveva essere il tesoro. Il pentolo lo trovarono, ma invece di quattrini indovini un po' di quel che era pieno? Di spilli. Si vede che c'era stato avanti uno più furbo.