Pagina:Giovanni Magherini-Graziani - Novelle valdarnesi.djvu/63

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
38 Il libro del comando


tima festa. Poi principiarono a farla a Q..... giù alla prioria, e la chiesa a poco per volta la disfecero. Il vecchio G..... portò via la mensa dell’altare. Un certo Piero prese un pezzo di soglia, e la mise alla stalla dei manzi. Dopo che vi ebbe messo quella soglia, le bestie non gli volevano star più ferme, e non si sapeva raccappezzare. Ogni volta che apriva l’uscio, salti e mugghi da far paura; la notte ci pareva l'inferno, ed ogni momento bisognava che fossero nella stalla; un vitellino lo trovarono strozzato; era sciolto, e al collo non aveva nè corda nè nulla. Non sentirono altro che un gran puzzo di serpi; guarda, guarda, ne trovarono una nidiata alla mangiatoia, proprio al capo della bestia; saranno state venti; tutte una matassa: ammazzate quelle, ce ne trovarono delle altre; ’evata la soglia, le serpi non le videro più, e le bestie stettero buone. Anche gli a’tri del vicinato fecero a chi più ruba, quando la disfecero la Chiesa; chi prese una cosa, chi un’altra, ma al pulito non la cavò nessuno: chi ammalò, chi morì, chi non ebbe più bene, chi andò sperso.

— E qui chi ci stava? Che cosa raccontano?

— Qui c’era un castello grande, con di molta gente; c’era una campana che avrà avuto mill’anni, e si sentiva da M..... Le mura erano dove ora è quel balzo. Lì era la porta; e la strada per venir quassù girava intorno intorno