Pagina:Giro del mondo del dottor d. Gio. Francesco Gemelli Careri - Vol. I.djvu/40

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16 Giro del Mondo

In fatti il Lunedì 13. m’imbarcai, per passare il Canale, su d’una mezzana barca (non trovandosi occasione migliore) la quale restando in calma dopo poche miglia; ne fece stare in grande apprensione di corsali, di cui non va mai libero la State quello stretto di 60. miglia.

Continuò la calma il Martedì 14. Sulle 13. ore vedendo venire sopra di noi il battello d’una Tartana (che stimammo di corsali) abbandonammo la nostra, carica di legna, e senza difesa; e fuggimmo con lo schifo: senza che i marinaj mi permettessero di pigliarmi nemmeno lo schioppo. Veduta la nostra fuga, lasciarono quelli di seguitarci più oltre; onde avvedutici, che la Tartana era Maltese, ripigliata la nostra Barca, stemmo fermi tutto il resto del dì. Essendo sopraggiunto vento la sera, navigammo tutta la notte; sicchè entrammo il Mercordì 15. prima di far giorno, nel porto di Malta; però stemmo attendendo la pratica fino a due ore di Sole.

L’Isola di Malta fu conceduta a’ Cavalieri dell’Ordina di San Giovanni da Carlo V. Imperadore, col tributo annuale di un Falcone; che oggidì il Vicerè di Sicilia riceve in nome di S.M.Cattoli-


ca.