Pagina:Giulia Turco Turcati Lazzari - Il piccolo focolare, 1921.djvu/50

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CAPITOLO QUARTO




PIATTI DI FARINA E D'OVA




SEZIONE I.


PIATTI DI FARINA.


L’appetito non vuol salsa.


1. La polenta. — Tutti fanno la polenta ma pochi sanno farla bene. La polenta di granturco ben dosata e ben cotta, con un discreto companatico, è cibo sano, gustoso, e che come il pane non stanca mai.

La farina grossa detta «franta» esige una quantità d’acqua maggiore di quella in cui sta frammista della farina fina. Per tre litri d’acqua v’occorrerà un chilogr. abbondante di farina franta, un chilogr. e 150 gr. di farina un po’ mista, chilogr. 1 ½ circa di farina ordinaria. Fate bollire l’acqua in un paiolo, poi versatevi la farina, facendovela piovere adagio dalla scodella, salatela e lavoratela fortemente col mestolo; quando fa le bolle cessate un momento di rimestare. Cominciate poi a sollevarla adagio, in tutti i sensi sempre col mestolo, studiandovi di portare in alto la pasta ch’è in fondo al paiolo, ma sempre con mano leggera e badando che non s’ammacchi, poichè la polenta ben riuscita dev’essere soffice e spugnosa. Se si tratta d’un chilogr. circa di farina, basterà che dal momento ch’essa comincia a cuocere la rimestiate una ventina di minuti, per una polenta più grande v’occorrerebbe mezz’ora. Di tratto in tratto conviene anche girare un poco il paiolo. Da ultimo