Pagina:Giuseppe Grassi - Saggio intorno ai sinonimi della lingua italiana (1821).djvu/129

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M. Resta che mi sciolga un dubbio, e mi dica francamente, se io non posso uscir mai da quelle mie bottegacce affumigate, e comparir talvolta fra la nobil gente rimpannucciato, e in abito da festa.

A. Meglio per te che nol facessi.

M. Perchè?

A. Perchè quando tn vieni traslatato alle abi tudini morali o all’esercizio d’alcuna facoltà intellettuale dell’uomo, le fai odiose o ridicole.

M. Codeste tue abitudini morali, e facoltà intelletuuali le son cosacce, che mon mi vanno. Mano agli esempj, sorel.... voglio dire signora.

A. Tizio fa l’avvocato per mestiere, vale a dire che egli non istudia le cause, ed assassina i clienti; Filinto è poeta di mestiere, e s’intende un birbantello che scrivacchia per tutte le nozze, e scrocca i pranzi alle tavole de’ ricchi. Frine ha lasciato il marito, e fa il mestiere, non occorre dir quale; costui vende i suoi fratelli, e si dice che egli fa quel mestiere ....

M. Basta, basta: che nessun ci senta....

P. Se’ tu soddisfatto? hai tu avuto il dovere?