Pagina:Gli amori pastorali di Dafni e Cloe.djvu/104

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ragionamento iv. 93

cittadino, e che dove prima serviva le capre e i becchi, avesse per innanzi a servire suo figliuolo, e promise dar loro in sua vece due altri caprari. Allora Lamone in presenza di tutti gli altri servi, che già gli erano d’intorno a rallegrarsi di aver un sì bel servidore per compagno, chiedendo licenza di parlare, così prese a dire: Signore, udite quel che questo vecchio vi dice, e non pensate che menzogna vi conti chè vi giuro, per Pane e per le ninfe, che di nulla vi mentirò. Io, perchè voi sappiate, non son padre di Dafni, nè Mirtale sarebbe stata sí avventurosa di essergli madre. Quali siano i suoi parenti, io non lo so; ma chiunque si fossero, per aver forse assai più figliuoli, e maggiori, isposero lui; e così sposto io lo trovai che si nutriva del latte d’una mia capra a cui, morta che fu, per aver fatto offizio di madre, diedi qui sotto al giardino sepoltura. Trovai col bambino alcune spoglie, le quali io serbai, e sono ancora appresso di me; e per esse facciamo giudizio ch’egli sia di più alta fortuna che noi non siamo. Non per questo io mi sdegno, ch’egli venga a servir Astilo, chè sarà un bel servidore d’un bello e buon padrone; ma non posso già soffrire ch’egli abbia ad esser lo strazio e il vituperio di Gnatone, di cui è movimento che venga a Metellino, per operarlo ne’ servigi di femmina; e così detto, di tenerezza e di sdegno lagrimando, si tacque. Gnatone, sentitosi mordere, avea già cominciato a bravare e minacciar di bastonarlo, quando Dionisofane, cui le parole di Lamone aveano tocco il core, d’un mal piglio guatandolo, lo fece racchetare; poscia da capo disaminando Lamone: Guarda, gli dicea, a dirmi il vero, e non mi far gherminelle per addossarlomi per figliuolo, perchè io me n’adirerei con esso teco. Insomma, dopo molto interrogare, raffermando il vecchio efficacemente, giurando per tutti gli Dei, ed offerendosi ad ogni sorta di castigo se di cosa alcuna mentisse, Dionisofane, insieme con la Cleariste riandando le sue parole: A che proposito, dicea, fingerebbe Lamone queste cose? Se egli perdea un capraro, ne guadagnava due. Come saprebbe un contadino far questi tro-