Pagina:Gli amori pastorali di Dafni e Cloe.djvu/106

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ragionamento iv. 95

giunse il padre e la madre; e tutti con molta allegrezza, e con molte lagrime lo baciarono. Dafni innanzi a tutti gli altri con gran riverenza, e con gran festa ricevette il padre e la madre; e come se da prima conosciuti gli avesse, al petto se gli stringeva, non volendo uscir loro delle braccia, tanto la natura è per sè facile in un subito a credere. Dafni in questa allegrezza poco men che non si dimenticò della Cloe; e quando fu giunto alle stanze, il padre fattolo riccamente vestire, e postolosi a lato a sedere, in presenza di tutti parlò in questa guisa: Io mi maritai, figliuoli miei, ch’ero molto giovine, ed in breve tempo divenni assai fortunato padre, secondo il mio parere; perciocchè avea prima un figliuol maschio, poscia una femmina, ed Astilo era il terzo. Onde io pensando d’aver fra tutti tre eredi abbastanza, nato che fu questo bambino, deliberai di gittarlo; e questi arnesi, non per contrassegni, ma per ornamenti gli furon dati. Altri sono poi stati i consigli della fortuna; perciocchè il figliuol maggiore, e la fanciulla d’una medesima malattia in un giorno medesimo mi morirono; e tu Dafni, per provvidenza degli Dei ti sei salvato perchè io abbia più d’un aiuto alla mia vecchiaia. Ora io voglio, figliuol mio, per quanto amor ti porto, che tu non ti ricordi più della ingiuria dell’esser gittato, perciocchè fu piuttosto per necessità di Fato che per mio volere; e tu, Astilo, non ti dolere ch’ora ti toc-