Pagina:Gli amori pastorali di Dafni e Cloe.djvu/67

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56 dafni e cloe

contra i lor vicini, pentitisi si affrettavano di restituir loro la preda fatta, non facendo poi caso di venir con essi alle mani e per mare e per terra. Spacciò Ippaso il medesimo messaggiero a Metellino, quantunque per se stesso avesse autorità di disporre di tutte le occorrenze di quella guerra; ed esso accampatosi con le sue genti poco più d’un miglio lontano a Metinna, si stette aspettando la risposta della sua città; e due giorni dipoi giunse un capitano di Metellino con ordine, che ripigliandosi la preda, che gli restituivano, indietro se ne tornasse; perciocchè, avendo innanzi il partito o di combattere, o di pacificarsi, a quel che metteva lor meglio attenendosi, la pace elessero: ed a questa guisa la guerra fra Metellino, e Metinna, come a caso ebbe principio, così si risolvette. Sopravvenne frattanto lo ’nverno, che a Dafni, ed alla Cloe fu molto più gravoso che la guerra; perciocchè cadendo subitamente di molta neve, ricoperse tutte le vie, racchiuse nelle loro stanze tutti i contadini, i rivi divennero fossati, gli stagni si fecero ghiaccio, la terra non si vedea in nessun loco, salvo che intorno alle fontane; per che nessun pastore cacciava a pascere, nessuno usciva delle porte, ma tutti intorno a gran fochi si stavano il giorno, e la sera a veglia fino al cantar de’ galli; altri a filar lino, altri a lavorar velli di capra, ed altri a far lacci, e vari ingegni da pigliare uccelli; governavano i buoi nelle stalle con la paglia, e le capre e le pecore nelle capanne con la fronda, ed i porci nelle stipe li con la ghianda; e così stando, avvenga che come assediati vivessero, gli altri tutti se n’allegravano, come quelli, che allora avevano pur qualche riposo della fatica, e la mattina a buon’ ora pranzando, sciolvendo, e la notte lunghi e riposati sonni dormendo, tenevano lo ’nverno per più dolce stagione che la state, che l’autunno, e che la primavera stessa. Ma la Cloe e Dafni degli avuti diletti rammentandosi come si baciavano, come si abbracciavano, come magnavano, e beevano insieme, non dormivano mai tutta notte; si voltolavano per il letto, si rammaricavano, si struggevano, ed aspettavano la prima-