Pagina:Gli amori pastorali di Dafni e Cloe.djvu/70

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ragionamento iii. 59

a bere, un mastino guardian di pecore, vedendo che Driante baloccava altrove, li levò il suo pezzo dinanzi, e fuggissene fuori. Driante crucciato (perciocchè gli era la sua parte), con un randello in mano gli corse dietro per l’orme anch’egli come un cane, e giunto vicino all’ellera vide Dafni, che già s’accollava la caccia per andarsene; e vistolo per allegrezza, e del cane e della carne dimenticatosi, gli si fece avanti con grandissime accoglienze: O Dafni, gridando, come sei tu qua? che vai tu quinci oltre facendo? tu sia il ben giunto, figliuol mio; ed abbracciatolo, e baciatolo più volte, lo condusse per mano in casa1, e visti, e salutati che si furono, di nuovo in terra s’assisero; ma ’l farsi motto, e ’l baciarsi gli puntellaron tanto, che in quel mentre pur stettero in piedi. Dafni, fuor d’ogni sua speranza veduta, e baciata ch’ebbe la Cloe, s’assise a canto al foco, e rovesciati sopra il desco tutti gli uccelli, che avea presi, cominciò a raccontar loro, come per fuggir la noia di star racchiuso, e per non marcir nell’ozio era venuto per uccellare; come gli uccelli eran quivi calati per trovarsi di molte coccole; e come parte alla pania, parte a’ lacciuoli, e parte alle ragnuole n’eran restati. Gli altri tutti gli stavano d’intorno e meravigliandosi, e di sì lontana impresa lodandolo, l’accarezzavano, lo invitavano a magnar di quel che c’era, e delli rilievi del cane, comandando alla Cloe, che gli mescesse bere. Ella di ciò allegra, ma nel viso alquanto acerbetta, porse ber prima a tutti gli altri, che a lui, facendo le viste d’esser seco adirata, che se n’andasse senza vederla; pure avanti che gliene porgesse, ne gustò anch’ella un sorsetto, e Dafni benchè assetato bevve adagio, assaporando a ciantellini, per allun-

  1. Qui v’ha un segno nel manoscritto, che significa che il Traduttore voleva emendare questo luogo, che nel greco ha qualche diversità, e per avventura dee star così: “Ove vedutisi l’un l’altro, per poco non andarono svenuti a terra; pur avuta forza di tenersi in piedi, si fecer motto e baciaronsi, e questo riuscì loro di conforto, e quasi puntello a sostenerli che non cadessero”.