Pagina:Gli amori pastorali di Dafni e Cloe.djvu/98

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ragionamento iv. 87

chè ebbro venisse, e che altro non era che mascella e ventre, e le parti di sotto al ventre, non ebbe prima il giovinetto capraro adocchiato, che stranamente piacendogli, vi fece su disegno: e perciocchè naturalmente era vago di quello, che li cattivi uomini sono, abbattutosi ad una bellezza, qual non era forse nella città, fece pensiero di affrontarlo, credendo, per essere un capraro, che agevolmente si conquistasse. Fatto cotal proponimento, non volle andare con Astilo alla caccia, ma calandosene dove Dafni pasceva, sotto sembianza di veder le sue capre, ma invero per trovarsi in dove lui, gli si mise intorno accarezzandolo, lusingandolo, ora lui, ora le sue capre lodando e seco inframmettentemente addomesticandosi, quando lo richiedea che sonasse, quando gli promettea di donargli cotai sue novelle, e talora gli dava speranza di farlo franco, mostrando di potere appo ’l padrone ogni cosa; e quando gli parve d’averlo bene alla mano, una sera appostandolo che tornava con le capre dal pascolo, fattoglisi primamente incontro, lo baciò, poscia cercando di recarlosi in atto che stanno le capre sotto i becchi, egli poi che fu stato alquanto a vedere, pure alla fine avvedutosi di quel che fare intendea, s’argomentava di levarlosi dattorno, dicendo, che bene